Génie la matta

Génie la matta

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Published: 27/01/2022

Format: Brossura

ISBN: 9788845936562

TRA I ROVI DI DUE VITE

di BARBARA MONTEVEDI

Quando una scrittrice dimostra il suo valore, lo fa da subito. E in questo romanzo dolente Inés Cagnati si presenta al meglio fin dalla prima pagina, che dico, dalle prime righe.

E una nota di merito sento di doverla rivolgere a Ena Marchi che è riuscita a trasporre in italiano non solo un racconto perfetto, ma anche l’atmosfera, il profumo della natura e della solitudine.

Andava nelle fattorie a dare una mano nei lavori. D’inverno tagliava le siepi o la legna, faceva le fascine. Il giovedì, che non c’era scuola, andavo con lei. Raccoglievo i rametti e li mettevo nel mucchio. Eravamo sole (…). Arrivava la fienagione. La campagna era tutta profumata. Lei rientrava con i capelli coperti di polvere e fili di paglia.

Génie la matta, sua madre Eugénie, viene raccontata con amore totale e disperato dalla figlia Marie, frutto di uno stupro che l’ha portata, lei che era la vittima, a vivere isolata dal resto della sua comunità rurale insieme alla figlioletta. L’attenzione ruvida e scostante che Marie riceve in cambio, non muta di una virgola i suoi sentimenti: lei respira il respiro di sua madre, sembra trovare la forza di vivere nella sua presenza e null’altro le importa.

Il racconto ha il ritmo e le ripetizioni di una ballata irlandese, pur essendo ambientato in Francia, e come una ballata irlandese è pieno di dolore, rabbia e poesia.

A Marie la vita non risparmierà niente, com’è accaduto a Génie, ma il suo rimane uno sguardo perso nel sogno e nel silenzio. E’ l’unico modo per sopportare abusi, maldicenze e violenze vere e proprie.

Inés Cagnati scrive un romanzo senza redenzione, perfettamente sintetizzato nell’immagine di copertina, dove l’Alberello nel tardo autunno di Egon Schiele rappresenta con esattezza la solitudine scarnificata di due vite senza luce.

Sicuramente questo romanzo prende spunto da alcune esperienze personali dell’autrice, figlia di modesti agricoltori veneti emigrati in Francia. Per sua precisa dichiarazione, aveva imparato il francese solo cominciando a frequentare la scuola e la sua “diversità” l’ha fatta sempre sentire una senza patria, nonostante sia stata in seguito naturalizzata francese : chiaramente non ero francese, e poi non fui più nemmeno italiana. Così, non ero più nulla.

Il suo risulta essere un libro durissimo, una critica senza sconti al colpevole perbenismo di una società ignorante e ottusa.

TRAMA

Questo romanzo è la storia dell’amore, lancinante e assoluto, di una figlia, Marie, nata da uno stupro, per la madre, Eugénie detta Génie, che, ripudiata dalla famiglia e respinta dalla comunità dopo che ha generato una bastarda, si è murata nel silenzio e nella lontananza. Una madre che sa dirle soltanto: «Non starmi sempre tra i piedi», che raramente la abbraccia; una che tutti, in paese, bollano come matta e sfruttano facendola lavorare nei campi e nelle fattorie in cambio di un po’ di frutta, di un pezzo di carne. Ma l’amore di Marie è impavido, indefettibile – va oltre il tempo.

Traduzione: Ena Marchi

 

 

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