Intervista a Rosa Teruzzi
IO E LIBERA SIAMO ACCOMUNATE DALLA STESSA PASSIONE PER I LIBRI
di IRENE TORRE

Rosa Teruzzi è una delle autrici di genere più amate dai lettori de La Bottega del Giallo perché ha dato vita a una protagonista incantevole e originale e l’ha resa pagina dopo pagina un po’ simile a tutte le lettrici o quantomeno a quella parte che ogni lettrice tiene celata anche a sé stessa. Rosa ha saputo fidelizzare nel senso più nobile del termine una vera e propria fanbase di lettrici ma anche di lettori che non hanno disdegnano e non disdegnano apprendere tutto quanto ancora gli sfugge del complicato e meraviglioso mondo delle loro compagne, figlie, amiche e madri.
Questa è la sua intervista a firma di Irene Torre dove ancora una volta con grande cortesia si racconta al nostro blog in occasione dell’uscita del suo ultimo romanzo che è anche candidato al Premio Dario Crapanzano – La Bottega del Giallo Award
Rosa benvenuta e grazie per questa intervista. Libera è diventata un’investigatrice da molto tempo: com’è cambiata secondo te in questi dieci romanzi, e in cosa ti assomiglia di più oggi rispetto all’inizio?
Libera è una donna matura ma indecisa, complessa e sognatrice e con una bassa autostima. Inchiesta dopo inchiesta, però, ha acquisito maggior sicurezza nei suoi mezzi. Indagare le ha consentito di sciogliere molti nodi, a partire dal rapporto all’inizio circospetto con Iole, una madre fin troppo eccentrica e sopra le righe che è diventata ora la sua complice investigativa. Grazie ai successi delle Miss Marple del Giambellino si è anche addolcita la considerazione che aveva di lei la figlia Vittoria. Queste avventure, insomma, hanno cementato la sua famiglia. Non so se Libera mi assomigli o no, ma certo abbiamo in comune lo sguardo malinconico, la passione per i libri e la convinzione che i segreti uccidano. Nella vita come nei romanzi.
Agatha Christie è una presenza costante, quasi un’ombra affettuosa nella serie, non a caso è il nome della libreria dove i personaggi si trovano per cercare una soluzione ai misteri nei quali sono coinvolti. Cosa ti lega così profondamente alla sua scrittura?
I romanzi di Agatha Christie sono stati la lettura preferita di molti amici, nei tempi dell’adolescenza, ma non la mia. Io mi sono avvicinata tardi al giallo, grazie a una straordinaria libraia, Tecla Dozio, e tardissimo alla Christie, alla sua straordinaria abilità di tessitrice di trame che hanno al centro i misteri del cuore umano. Oggi Miss Marple è uno dei miei investigatori di carta preferiti. E la padronanza della Christie nell’uso dei veleni una stella polare.
C’è un personaggio per il quale ti piacerebbe scrivere uno spin-off della serie?
In realtà i miei primi romanzi avevano per protagonista Irene Milani detta la Smilza, la complice investigativa delle mie protagoniste, fotografata all’inizio della sua carriera, quando ancora non conosceva Libera e Iole. All’epoca, quasi diciotto anni fa, quei libri non hanno avuto molta fortuna, ma io ero molto affezionata al personaggio della Smilza e credevo nelle sue potenzialità. Per questo l’ho inserita come coprotagonista della serie del casello. Oggi la prima avventura di Irene, “Nulla per caso”, integralmente rivista, è stata ripubblicata da Feltrinelli, nell’Universale Economica. Le altre storie seguiranno.
Ovviamente senza dover svelarci troppo, hai già in mente un finale per Libera, o la sua storia è ancora tutta da scrivere?
Io sono una scrittrice giardiniera: non pianifico in anticipo la trama dei miei romanzi, figuriamoci se posso prevedere lo sviluppo di una serie! Scrivo perché amo i miei personaggi e amo raccontare le loro storie. Finché avrò voglia di farlo e qualcuno avrà desiderio di leggermi, continuerò. Libera ha ancora molto da dire. E anche Iole, Irene e tutta la loro buffa compagnia.