LA TAUMATURGIA DELLA LIGURIA
di ANTONIA DEL SAMRO
A volte fare la poliziotta è davvero complicato.
A volte, se a questo si aggiunge qualcosa di doloroso e personale, allora, la mente dice che c’è bisogno di riposare, di staccare, di cambiare indirizzo e città.
Emma Belgrado sa bene cosa significa sentirsi smarriti dopo una perdita straziante e allora lascia Trieste e in congedo temporaneo dalla polizia va a rifugiarsi in Liguria, in uno di quei posti tra colline e mare, erbe spontanee e aria salmastra, provando con tutte le forze a ritrovare sé stessa.
E la Liguria fa il miracolo.
E queste sono le pagine in cui Cristina Rava prova a dare al suo romanzo un’allure più intimista e introspettiva. Pagine di racconto puro, in cui la bellezza interiore della protagonista si manifesta in piccole emozionanti fragilità che incantano il lettore e la fanno partecipare accoratamente.
Poi, c’è l’indagine poliziesca vera e propria, affrontata con remore da una poliziotta in congedo e in vacanza ma con il piglio e l’indole della brava segugia che individua perfettamente segreti celati con cura, rancori e desideri di vendetta più o meno letali.
Infine, la Rava imbastisce pagine di grande humor a partire dai personaggi minori, vero e proprio controcanto all’umore della protagonista e che finiscono per essere il tocco autoriale più originale e brillante dell’intera narrazione. Complici entusiasti o loro malgrado della risoluzione dell’indagine e…strani, molto strani.
Giallo consigliatissimo che farà vedere Cristina Rava sotto una nuova lente autoriale anche da chi è abituata a leggerla da tempo.
TRAMA
Le erte colline sul mare della Liguria. Il profumo di timo e rosmarino mescolati alla salsedine e a una luce abbacinante. Quale miglior posto dove cercare un nuovo inizio? Questo pensa Emma Belgrado, poliziotta in congedo temporaneo, segnata da una perdita insanabile. Così lascia la sua Trieste e si rifugia nell’agriturismo del giovane nipote Marco per rimettere insieme i cocci della propria esistenza. Ma quando Michelangelo Merisi – un agente immobiliare marchiato a vita dal nome di Caravaggio – è ritrovato morto con un sacchetto sulla testa, Emma viene coinvolta suo malgrado in un’indagine che scoperchia rancori e verità taciute. Con l’aiuto di alleati inaspettati – cameriere ficcanaso, l’intraprendente nipote e carabinieri sui generis – Emma dovrà affrontare non solo le ombre di ben due delitti, ma anche i fantasmi del proprio passato.