LUNGO I SENTIERI DELL’IDAHO, ALLA CONQUISTA DELLA LIBERTA’
di BARBARA MONTEVERDI
Ambientato nell’Idaho, in un paesaggio da sogno con sorgenti termali, laghetti colmi di trote, colline dorate e tanta pace, questo thriller ci trasporta ben presto in un incubo, l’incubo di Emlyn che qui si è rifugiata per cancellare un passato traumatico e ora ci si ritrova immersa fino al collo.
La sua migliore amica, Janessa, è sparita dai social in cui imperversava, nessuno riesce più a contattarla ed è necessario ritrovarla, visto che le forze dell’ordine non sembrano prendere a cuore la faccenda.
Ma i frequenti flash back che ci riportano agli anni in cui le giovani erano brillanti studentesse universitarie, ci fanno sospettare che Janessa non sia mai stata così limpida e onesta nei confronti dell’amica.
La figura di Emlyn è interessante perché viene descritta come una donna concreta, intelligente e forte, ma con un lato caratteriale un po’ naïf che la porta a illudersi nei confronti del prossimo. Avendo imparato a sue spese quanto sia doloroso ingannarsi, quando la incontriamo abbiamo di fronte una persona che controlla severamente i propri impulsi, ma di fronte a un’emergenza chissà come reagirà. Sentiamo i problemi avvicinarsi a grandi passi.
Kimi Cunningham Grant fa in modo che, pagina dopo pagina, la natura diventi la rappresentazione concreta delle emozioni della protagonista che, sebbene abituata a muoversi in zone anche aspre e solitarie, perde la serenità che le consentiva di godere di quel che la circonda e osserva il mondo bucolico con ben altri occhi, quelli dell’ansia e del timore per la sorte dell’amica scomparsa.
Il sentiero si intravede a malapena tra l’erba; avanza serpeggiando lungo il fianco della montagna per poi inoltrarsi in un altro boschetto di pini. Il terreno è così ripido che le anche e le ginocchia le dolgono. Emlyn maledice lo zaino enorme, il peso eccessivo, la caduta lunga e rovinosa che farebbe se perdesse l’equilibrio. Guarda davanti a sé. Un passo, due. Il sole illumina un brandello di ragnatela, bianco e brillante, e lei si ferma. La ragnatela è stata rotta, è ridotta a un groviglio di fili sottili.”
L’inquietudine si fa via via più palpabile e il lettore comincia a temere anche per la sorte della protagonista. E’ davvero in buona compagnia, nella sua ricerca? L’uomo che l’accompagna sarà veramente cambiato rispetto al giovane che anni prima l’aveva abbandonata?
Siamo in balia di marosi sapientemente orchestrati dall’autrice che, come Mosè, decide quando è il momento di attraversare i flutti e quando è opportuno fermarsi per respirare a fondo, e il racconto lievita con dosi di suspense e descrizioni naturalistiche in perfetto equilibrio.
Un thriller che non abbandona mai lo sguardo appassionato nei confronti di ciò che ci circonda. Rigenerante ed emozionante.
TRAMA
Per Emlyn pensare al passato non è un’opzione. Non pensa più al fatto che lei e Janessa, la sua migliore amica, si parlano a malapena. Non pensa più nemmeno a Tyler, suo vecchio amore, che tre anni prima l’ha abbandonata, sul ciglio della strada. Più morta che viva. La sua nuova routine è semplice, ridotta all’essenziale. Lavora come guida di pesca in Idaho, cieli azzurri, acque limpide, profondi crepacci, e abita nella sua roulotte Airstream vicino al fiume, dove il tempo sembra essersi fermato. I suoi amici ora sono il reverendo della comunità e Varden, il ranger che la guarda con occhi tutt’altro che indifferenti. Sono loro ad averla accolta e protetta quando si è ritrovata senza nulla a cui aggrapparsi. Poi un giorno Janessa scompare, ed Emlyn viene catapultata di nuovo nel mondo che tanto voleva dimenticare. L’amica, diventata nel frattempo una star dei social, d’abitudine condivide tutte le sue avventure con un folto popolo di follower. Ora però, dopo diversi giorni di silenzio, Emlyn si rende conto che l’ultima foto postata ha qualcosa di allarmante. Janessa le sta forse chiedendo aiuto? Non le rimane altra scelta che andare a cercarla. Ma non è la sola, in quella natura che non è puro idillio, a volerla trovare. Tra quei boschi silenziosi, quale altro fantasma della sua vecchia vita dovrà affrontare? Con una narrazione incalzante e ricca di mi stero, Kimi Cunningham Grant racconta di traumi negati, di un passato che non passa, sullo sfondo di una terra selvaggia e meravigliosa.