Ulyssa lo sa

Ulyssa lo sa

Published: 10/01/2022

Format: Brossura

ISBN: 9791280053312

QUATTRO MOSCHETTIERE MOLTO TRENDY IN UNA MILANO ASSAI DEPRESSA

Non ci vuole un’enorme fantasia per affermare che chi si occupa di legge sa scrivere (oddio, magari non tutti con la stessa chiarezza) e Alessia Sorgato, in qualità di avvocato penalista, maneggia penna e voce con grande disinvoltura. Il bello è che evidentemente le piace e si diverte a farlo, non so sul lavoro ma in questo romanzo sicuramente sì.

Per non essere fraintesa in questo mondo di moralisti dell’ultima ora, tranquillizzo chi ha già fatto un salto sulla sedia: non siamo di fronte a un’autrice che sbeffeggia colleghi, inquirenti o vittime, ma la Sorgato sa mantenere un tono lieve, acutamente femminile, mentre le sue vibrisse captano anomalie, spunti originali, sussulti dell’animo umano e riesce a comporre un quadro investigativo interessante facendoci anche sorridere.

Per andare al sodo (lo so che vi state chiedendo di che tratta il libro, ma oggi mi sento dispettosa e la tiro per le lunghe) vi riassumo brevemente la trama.

Prendendo spunto da un fatto accaduto veramente durante il secondo lockdown a Milano, la storia racconta degli ammirevoli sforzi dell’avvocato Anastasia Soldato (detta Asia) per salvare il suo assistito dall’accusa di omicidio di uno stimato ginecologo campano trovato sgozzato (la Sorgato mi perdonerà la brutalità del termine) a due passi dalla Stazione Centrale, poche ore dopo il suo arrivo in città.

Aiutata dalla nipote, studentessa universitaria e futura donna di legge pure lei, e dalle sue giovani amiche affronterà battagliera gli ostacoli che un Pubblico Ministero inizialmente scettico le farà rotolare tra le (belle) scarpe e- se non risolverà il caso di omicidio (a tutt’oggi l’inchiesta è in corso d’opera) – potrà comunque dirsi soddisfatta del lavoro svolto.

E noi lettori, nel frattempo, ce la siamo goduta. Perché? Perché Alessia Sorgato scrive così:

Quello del Pubblico Ministero, infatti, si dice sia un ufficio impersonale e volta per volta ricoperto da un sostituto procuratore della Repubblica. (…) Fumagalli ha comunque la nomea di uno che personalizza i suoi procedimenti, che continua a seguire anche in giudizio. Come a dire che, una volta assunte determinate decisioni, le sostiene fino in fondo in prima persona.

Ho appena finito di tributargli, tra me e me, queste attestazioni di stima, che lui riesce a rendersi odioso. “Allora, cosa vogliamo fare adesso? L’indagato risponde o si avvale della facoltà di tacere? Che intenzione avrebbe il suo assistito avvocata, avvocatessa, avvocatrice, non si sa più come chiamarvi, ormai…” Ecco, appunto, caustico. “Avvocato va benissimo, dottore.” gli rispondo piatta “La mia è una funzione, non si declina. E poi se non usa “avvocato” mi rovina la desinenza. AvvocATO Asia SoldATO. Sente come suona meglio?” Sono capace anche io di un po’ di sarcasmo, caro il mio piemme.

La scrittura è soft, ma non fatevi ingannare perché la sostanza è bella densa e gli argomenti trattati sono attuali e socialmente coinvolgenti; Alessia Sorgato ci permette di curiosare nei meandri di Palazzo di Giustizia, ma ci parla anche di immigrazione, lavori sottopagati e solitudine, dei nostri figli che affrontano i marosi di questa vita piena di giravolte con impegno, ingenuità e qualche ambascia e di noi che li osserviamo crescere col cuore che ci batte forte un po’ per il timore, un po’ per l’orgoglio.

E allora leggiamolo, questo romanzo giallo, con il sorriso sulle labbra e la mente pronta a cogliere le capriole del mondo per farle nostre, almeno un po’.

TRAMA

In una Milano semideserta, chiusa nel secondo lockdown, un famoso medico napoletano, esperto in procreazione medicalmente assistita, trova la morte sotto un ponteggio nella zona della Stazione Centrale. Inizia immediatamente l’inchiesta ufficiale, diretta dal Pm Traiano Fumagalli, un tipo schivo, amante della montagna, che identifica l’omicida grazie a un’immagine tratta dai filmati delle videocamere della zona. È un rider, diretto a uno degli hotel della zona. Immediatamente colpito da ordinanza cautelare, il giovane nomina come suo difensore l’unico avvocato che conosce: una donna che passa ogni giorno davanti alla sua bancarella e gli acquista le mascherine blu. Ed è così che Anastasia Soldato – per tutti Asia – avvocato penalista, si ritrova coinvolta in un caso giudiziario grave e delicato, convinta dell’innocenza del suo assistito. Ad aiutarla, coi mezzi e il raggio di azione limitati dal momento storico particolare, sua nipote Ulyssa, che con Alice e Berenice forma un trio noto come le whippets; Roby, il compagno, e pochi amici. Da un caso di cronaca realmente accaduto, una non-fiction narrative che si trasforma in legal thriller.

Se volete ascoltare l’incipit letto da Barbara:

 

4.6Overall Score

Ulyssa lo sa

QUATTRO MOSCHETTIERE MOLTO TRENDY IN UNA MILANO ASSAI DEPRESSA Non ci vuole un'enorme fantasia per affermare che chi si occupa di legge sa scrivere (oddio, magari non tutti con la stessa ...

  • Trama
    5.0
  • Suspense
    4.0
  • Scrittura
    4.8

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