La zia Julia e lo scribacchino

La zia Julia e lo scribacchino

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Published: 4/04/2022

Format: Brossura

ISBN: 9788806253974

STORIA APPASSIONATA E APPASSIONANTE DI UNA PASSIONE APPASSITA

di BARBARA MONTEVERDI

Premessa doverosa: questa edizione è una ripubblicazione del testo apparso in Italia per la prima volta nel 1979. Qui Einaudi ha pubblicato anche la postfazione del traduttore/curatore del testo, Angelo Morino scomparso prematuramente a 57 anni nel 2007, laureatosi in Lingue e Letterature straniere con una tesi proprio su Mario Vargas Llosa. Ecco spiegata la dicitura “curatore” in luogo di traduttore, data la sua assoluta familiarità con l’autore peruviano naturalizzato spagnolo, Nobel per la letteratura 2010.

Mi è stato chiesto se il giovane Mario, voce narrante e co-protagonista del romanzo, sia rapportabile a Vargas Llosa e , supportata proprio dalle parole di Morino, sento di poterlo in gran parte escludere perché, al di là di qualche aspetto preso dalla sua esperienza personale, lo sguardo dell’autore è sempre stato, in tutti i suoi romanzi, molto aperto alla società che lo circonda, ai vizi, le piccolezze, le vergogne, i sussulti di orgoglio, le rivolte di un mondo in continuo movimento. Diciamo che parte dal privato per spaziare presto nel pubblico.

La zia Julia del titolo è il contrappeso indispensabile al “pesante” Pedro Camacho, uomo eccentrico e di esuberante fantasia che inventa melodrammi radiofonici (e spesso li recita pure) che hanno un potere quasi ipnotico sulla popolazione e, dall’altra parte, il giovane Mario -aspirante scrittore- innamorato della zia acquisita e divorziata, il quale vive sulla pelle il suo romanzone, continuando ad osservare con interesse il lavoro del collega più paludato.

Ecco dunque che la figura di una donna giocosa, maliziosa, civetta quanto basta e decisamente mal considerata dal mondo femminile che la circonda, diventa indispensabile per alleggerire l’atmosfera troppo carica di testosterone.

Ballammo un paio di pezzi e a poco a poco ci allontanammo insensibilmente dal tavolo dello zio Lucho e della zia Olga. Nell’istante in cui, finita la musica, la zia Julia faceva un movimento per scostarsi da me, la trattenni e la baciai sulla guancia, molto vicino alle labbra. Mi guardò con stupore, come se assistesse a un prodigio. (…) Nel tragitto per Miraflores – noi due eravamo sul sedile posteriore- presi la mano della zia Julia, la strinsi con tenerezza e la tenni fra le mie. Non la ritirò, ma la si notava ancora sorpresa e non apriva bocca. Mentre scendevo, a casa dei nonni, mi domandai quanti anni doveva avere più di me.

Il medesimo risultato viene raggiunto dall’autore con qualche sapiente tocco di pura comicità, quella stessa che il diciottenne Mario, piuttosto inesperto, non riesce a inserire a pieno titolo – pur tentandoci pervicacemente – nei suoi acerbi racconti.

Ma il romanzo non è tutto qui, assolutamente no.

Tra un sospiro d’amore e un ticchettio di macchina da scrivere, Vargas Llosa ci sottopone parti delle trame dei romanzi radiofonici dell’inesauribile Pedro Camacho e il lettore si ritrova nella condizione mentale di chi legge Se una notte d’inverno un viaggiatore dell’indimenticato Italo Calvino: sente salire una frustrazione impotente di fronte a storie appassionanti di cui non saprà mai la fine.

Però…però Vargas Llosa è pur sempre uno scrittore sudamericano, così esubera; non c’è niente da fare, da quelle parti ce l’hanno nel sangue (per fortuna). E i racconti radiofonici si trasformano in un pot-pourri molto, ma molto composito. Comprendere tutto diventa impossibile, seguire un filo logico neanche a parlarne, divertirsi – ah questo alla grande.

Facciamocene una ragione e godiamo dell’attimo fuggente, un po’ come i protagonisti del romanzo.

Curatore: Angelo Morino

TRAMA

Pedro Camacho, detto il «Balzac creolo», è uno strano e fecondissimo inventore di trame melodrammatiche e truculente per un programma feuilleton di Radio Lima. Tutti in città attendono con impazienza le «puntate» della sua fantasia, fatte di arresti misteriosi, morti segrete, incesti, sangue e passioni. In parallelo scorre la storia di Mario – pallidamente autobiografica, come il nome del protagonista lascia intendere – giovane aspirante scrittore attratto da questa curiosa macchina dell’immaginario. Ma anche lui ha la sua storia complicata da raccontarci: s’innamora, quasi con platonica indifferenza, d’una zia vedova e piú matura, che finirà per sposare, prima di trasferirsi in Europa e affermarsi come scrittore. Saggio critico e traduzione di Angelo Morino.

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