AI CONFINI DELLA REALTA’
di BARBARA MONTEVERDI
Secondo volume di una storia complessa, ma molto ben riassunta nelle prime pagine, di un giallo con pennellate gotiche, dedicato soprattutto ai lettori giovani.
Un gruppo di ragazzi vive in un paesino dell’entroterra emiliano e uno di loro ha la capacità di vedere i fantasmi di morti per mano altrui, che non hanno ricevuto giustizia.
Pare che, in quella terra, di defunti infelici e senza pace ce ne siano parecchi, così il gruppetto, che si è battezzato La Ballotta dei Tramonti, si dà un gran daffare per risolvere i casi mal conclusi dalla giustizia terrena.
Come ho detto, la trama è molto articolata e lascio al lettore il piacere di avvolgersi nelle nebbie umide della Bassa Padana, frequentate da anime inquiete, immateriali o concrete che siano.
Quel che mi preme sottolineare, invece, è l’atmosfera fredda, sospesa nel tempo, assai ben descritta e perfettamente ambientata da Peli in una zona che ho conosciuto casualmente e che, in realtà, può creare una strana impressione psicologica.
Mi spiego: Fossosecco, dove si svolge la vicenda narrata, è un paesino di fantasia che l’autore ha situato a poca distanza da Argenta, un centro rurale fondato tra il 425 e il 430 d.C. e dalla vita tribolata: attaccata e devastata nel 1200 da mercenari ferraresi e modenesi, risorse per poi essere colpita nel 1600 da un terremoto che distrusse quasi tutti gli edifici. Alla fine del 1800 il suo territorio versava in condizioni economiche drammatiche per le mancate bonifiche e l’isolamento geografico che la caratterizzava. Durante l’epoca fascista, poi, nel 1923, il parroco di Argenta, don Giovanni Minzoni, venne ucciso a bastonate da una squadraccia nera. Questo il quadro “idilliaco” del luogo scelto come ambientazione generale dall’autore. Aggiungiamoci il fatto che De Chirico conosceva perfettamente la zona e che un paio di spazi cittadini fanno cadere il visitatore a piè pari in un suo dipinto metafisico e il quadro della situazione è completo.
Perfetto per una destabilizzante storia di fantasmi, soprattutto tenendo presente che Fossosecco è più piccolo e isolato di Argenta, centro di riferimento per i giovani che vogliano svagarsi un po’, e l’atmosfera è decisamente tristanzuola.
A Genova il Natale era qualcosa di maestoso, con luminarie da far girare la testa(…): Fossosecco non era la stessa cosa, le luci erano a dir poco decadenti. Via Passo Pecore, l’unica vestita a festa, era ornata da una lunga sfilata di candele allineate alla meno peggio, tre delle quali fulminate. Candele che erano più simili a ceri funebri, la cui fiamma si spostava a intermittenza, fallendo qualche colpo a destra e a sinistra (…). Al Bar della Posta avevano addobbato due piante di alloro con festoni illuminati, e un grande cartello annunciava la riffa di Natale.
Così, non sorprende che vi aggirino anime senza fissa dimora, ma il romanzo non è affatto deprimente perché la presenza del gruppo di ragazzi che si sono trasformati in investigatori dell’aldilà (e anche, in alcuni casi, dell’aldiqua), dona freschezza a un racconto che rischierebbe di essere eccessivamente lugubre.
Corrado Peli, giornalista e scrittore, sa bene quali corde toccare per mantenere desta l’attenzione, creare suspense e incuriosire il lettore mano a mano che si avventura nel suo romanzo e il risultato è decisamente positivo.
Concludendo, e per dovere di cronaca nei confronti della cittadina di Argenta, tengo a precisare che durante la mia visita laggiù ho incontrato abitanti gentili e accoglienti e che, nonostante fosse fine Agosto, non ho subito neppure il disagio della puntura di una zanzara. A riprova che anche nella Bassa Padana accadono miracoli, senza però escludere che possano aggirarsi fantasmi.
TRAMA
Sono iniziate le vacanze di Natale e nel casolare della famiglia di Marco regna il caos: Anna, sua sorella, continua a frequentare Attila Brusa mentre il padre Giuseppe subisce le insistenze di Luzio Brusa che vuole a tutti i costi i suoi terreni. Dopo qualche esitazione, Marco decide di indagare sulla morte di don Silvio – l’origine di tutta la faccenda – partendo da un crocifisso nero con un Cristo filiforme dagli occhi dipinti di rosso. Raduna così gli amici per far luce sulle vicende che affliggono Fossosecco da decenni, tra cui il suicidio di Pillari. Rosa, la vedova di Giorgio Pillari, rivela che il padre di Luzio Brusa, Oreste, credeva alle visioni del marito e fissò un incontro con lui: pochi giorni dopo Pillari venne trovato impiccato e Oreste fu ricoverato in una clinica privata dove in seguito fu dichiarato morto. Tra un’incursione notturna nel cimitero comunale, un’operazione di spionaggio nei magazzini del mattonificio e incontri sempre più inquietanti con i fantasmi, Marco e tutta la banda dovranno svelare una serie di segreti per risolvere il caso, aiutando così gli spiriti a trovare la pace.