VOLLI, SEMPRE VOLLI, FORTISSIMAMENTE VOLLI. MA VALEVA LA PENA?
di BARBARA MONTEVERDI
Questo romanzo è stato una vera, graditissima sorpresa perché la trama, il linguaggio e la visione della vita che permea tutto il libro sono innovative, divertenti, intelligenti e perturbanti. Dalla prima all’ultima pagina me la sono veramente goduta, quasi assistessi a un film dei fratelli Coen e di Almodòvar messi insieme.
Un editor piuttosto scalcinato, di una casa editrice americana, la Panderic, che pubblica solo manuali di autoaiuto e non naviga in acque tranquillissime, inciampa in uno scritto che sembra assemblato col copia-incolla delle banalità più scontate su come affrontare la vita e migliorare la propria esistenza. Lo butta, poi si arrabatta per recuperarlo perché deve salvare il posto di lavoro e non ha altro per le mani e poi, miracolo!, proprio questo ignobile testo salverà le sorti della casa editrice, rischiando – in compenso – di distruggere il mondo moderno e la sua filosofia dell’usa e getta.
E’ filosofia, è psicologia. Fisica. E consigli dietetici. Non ho mai visto un simile minestrone di idee, intellettualoidi e di bassa lega, stupide e sublimi, intrecciate insieme come il nido di una gazza. Attinge da un’enorme quantità di fonti, poi però ci mette dentro la sua personalissima angolatura (…). In una pagina cita Spinoza, in quella successiva smonta la teoria economica keynesiana, poi parla dell’importanza di dare “baci baciabili” (…). Eppure a tratti sa essere elettrizzante. Ti fa girare la testa. Non ho mai letto niente di simile.
Mi sono convinta che Felicità sia il libro necessario in questo periodo cupo, stupido e violento, per sorridere, qualche volta sbottare in una risata e fare, al tempo stesso, una sana e onesta autocritica. Soprattutto, potremmo imparare qualcosa di molto, ma molto saggio: spesso ci agitiamo alla ricerca della felicità, passiva e soporifera, mentre la vera soddisfazione la possiamo trovare con la libertà (di pensiero, di azione, di stile di vita) che ci mette di fronte alle nostre responsabilità e ci fa crescere dentro.
TRAMA
Ogni mattina un editor si sveglia e sa che dovrà smaltire il più in fretta possibile le valanghe di manoscritti che si accumulano sulla sua scrivania. Spesso sono proposte assurde, e “Quello che ho imparato sulla montagna” non è da meno: un mattone di oltre mille pagine, privo di qualsiasi suddivisione in capitoli e ricoperto di margherite adesive. Il nome del suo autore poi, Tupak Soiree, puzza di pseudonimo da metri di distanza. Solo un disperato potrebbe proporlo alla cieca a una riunione di redazione. È esattamente quello che fa Edwin, editor della sezione autoaiuto alla Panderic Inc. Certo, Edwin non si aspetta che il manoscritto venga accolto. Né tantomeno che diventi un bestseller globale con conseguenze catastrofiche per il mondo intero. Il libro di Tupak Soiree, infatti, non è un manuale di autoaiuto come tutti gli altri: funziona. E mentre la Felicità® si diffonde come un morbo, le industrie collassano e i fedeli dell’estasi abbandonano il proprio lavoro per «andare a pesca», Edwin capisce che gli rimane una sola cosa da fare: dovrà salvare il mondo. Felicità® di Will Ferguson torna in libreria con la prefazione di Diego De Silva e una traduzione aggiornata a cura di Andrea Buzzi. A vent’anni di distanza dalla prima pubblicazione, rappresenta ancora una satira brutale del nostro tempo (e della vita in casa editrice), e ci ricorda, con affilata ironia, che forse ciò che più ci rende umani sono proprio le nostre mancanze. E che ciò che rende preziosa la felicità è il suo essere miracolosamente occasionale.