TRE PERSONAGGI PER UN THRILLER PSICOLOGICO DA MAESTRO
di ANTONIA DEL SAMBRO
Cosa si è disposti a fare per i propri figli?
Fitzek ce lo racconta in questo romanzo cupo, profondo e soffocante dove il lettore quasi mai si sente a proprio agio o in una azione di svago ma sempre coinvolto emotivamente e mentalmente.
L’architettura narrativa de L’Internato è sontuosa, robusta, di livello superiore a un semplice thriller; una storia costruita con tutta la maestria di un autore geniale e consumato a cui fa da controcanto uno stile semplice, lineare, immediato, a tratti di humor nerissimo.
I temi centrali del racconto sono: il senso di colpa genitoriale, l’impotenza di fronte a défaillance della giustizia, la malattia mentale.
Su questi temi, Fitzek edifica magistralmente tre grandi protagonisti: il padre colpevole che decide di autopunirsi dilaniato dal senso di colpa, il padre disposto a morire pur di scoprire la verità sulla sorte del proprio figlio, la clinica psichiatrica che smette quasi subito di essere una location per diventare la somma di tanti individui e di tante azioni.
Ci sono pagine di questo romanzo che ricordano molto da vicino la poetica di Peter Weir nella sua celebre pellicola del 1975.
E infatti, proprio come in Picnic ad Hanging Rock dove la natura, la terra stessa australiana è un essere vivente e senziente in grado di agglomerare e far sparire qualcuno, la clinica psichiatrica Steinklinik nel lavoro di Fitzek è qualcuno più che qualcosa. Un qualcuno spietato da cui non si può fuggire e che conosce tutti gli esseri umani che a essa si avvicinano. Ne conosce le menti, le intenzioni, gli orrori vissuti, le fragilità e i propositi.
Non si scappa da un posto così perché se ne è parte integranti.
Steinklinik è viva e prima si impara a difendersi da essa o quantomeno a scenderne a compromessi e prima si può ipotizzare di non soccombere e morire.
E allora ecco uno dei temi centrali di questa storia.
Sentirsi genitori dilaniati e sconfitti può portare anche a questo: a scendere a patti con il più feroce e pericoloso dei demoni.
Psicologia e sociale fanno di questo thriller di Fitzek una immersione totale in un mondo claustrofobico e opprimente dove ogni pagina trascina sempre più il lettore nella storia, fino a inglobarlo come Hanging Rock.
L’esperienza è sconvolgente e meravigliosa allo stesso tempo e questo romanzo va assolutamente tenuto nella propria libreria.
Buona lettura!
TRAMA
Un bambino è scomparso. È trascorso un anno. Chi potrebbe sapere la verità tace. Till Berkhoff è condannato all’atroce agonia di non sapere cosa sia successo davvero a suo figlio. Il piccolo Max è svanito nel nulla ormai da un anno, e senza un colpevole, una sentenza, una verità che possa restituire pace o giustizia, il dolore dei suoi genitori è diventato insopportabile. Un uomo, recluso in un ospedale psichiatrico dopo aver confessato due orribili infanticidi, potrebbe essere responsabile anche della scomparsa di Max, ma non sarà facile ottenere la sua confessione. Quando ogni pista si esaurisce, quando le indagini si arenano in uno straziante silenzio, nella mente di Till si profila un’idea tanto audace quanto inquietante: l’unica speranza di ottenere la verità… è guardare in faccia l’orrore. Tra i corridoi claustrofobici di una clinica psichiatrica di massima sicurezza, il confine tra verità e follia si assottiglia pericolosamente. E più Till si addentra in questo universo disturbante più è costretto a chiedersi quanto è disposto a sacrificare per trovare le risposte che cerca.
Traduzione: Sveva Lizza