L’AMORE BRUCIA. ANCHE QUELLO CHE SCIVOLA TRA LE DITA
di BARBARA MONTEVERDI
Romanzo ambientato nell’800, perciò saldamente vittoriano nella struttura, ma con una partenza decisamente gotica: la piccola Lily viene abbandonata il giorno stesso della sua nascita, di notte, in un parco londinese e casualmente salvata da un poliziotto di ronda dall’essere sbranata dai lupi circolanti in zona, che già le hanno strappato il dito mignolo di un piedino.
Quando si dice nascere sotto una stella sbagliata.
Poi ritroviamo Lily adolescente, rosa dall’orrore per aver commesso un omicidio e dal timore di essere scoperta, che lavora in una fabbrica di parrucche, e qui Dickens appare sornione tra un tavolaccio e l’altro.
Sopra al negozio si trova la fabbrica di parrucche vera e propria, un lungo stanzone che sa di colla e legno di cedro, con un vago sentore di mandorle amare (…). Lungo il centro le operaie siedono ai banchi di lavoro con tutti gli attrezzi del mestiere dispiegati davanti, uncinetti e pettini, spille e martelli, pezze di mussola e rocchetti di filo. E i capelli. Alcuni – quelli migliori e più costosi – sono importati dall’India, ma in genere vengono comprati dai poveri di Londra e può capitare che siano infestati dai pidocchi.
La vita di Lily pare una faticosa marcia dal grigio al nero profondo, eppure la scrittura decisa e poetica di Rose Tremain – resa in italiano con estrema naturalezza da una traduzione sapiente – lega il lettore alle pagine di questo romanzo in maniera quasi ipnotica.
Appaiono lampi di ricordi che sembrano haiku, quando Lily si rivede piccina di 4 o 5 anni ad aiutare la madre affidataria a fare il bucato con il sapone che le sguscia continuamente via dalle mani minuscole e lei lo rincorre come fosse un essere vivo; o quando ricama su un piccolo canovaccio fiori viola, gialli e arancioni per rallegrare la vita della triste e deforme benefattrice che paga per il suo sostentamento.
I pochi anni di vita della protagonista sono un tale concentrato di rinunce, abusi e caparbia volontà di tenersi a galla che sembrano essere il triplo.
Invece, quando lasciamo Lily ai bordi di un pozzo, non più sola e forse con un futuro in cui sperare, non ha ancora raggiunto il diciottesimo compleanno, anche se non è più in grado di farsi illusioni: se avrà una vita un poco serena, sarà comunque piegata dal duro lavoro, se un uomo dividerà con lei l’esistenza, non sarà l’amato ormai perso. Se. Un se che pesa fino alla fine anche sul nostro cuore.
Vi ho pur detto che s’affacciava Dickens, tra queste pagine. Eccome!
TRAMA
Appena partorita, in una notte d’inverno del 1850, la piccola Lily è stata abbandonata ai cancelli di un parco londinese, in balia dei lupi e del gelo notturno. Salvata per caso da un agente di polizia, ha conosciuto per breve tempo il conforto di una casa, prima di essere rigettata nel crudele mondo delle istituzioni vittoriane. Ad attenderla, ora che è cresciuta, c’è la salvezza o la rovina? Cosa accadrà quando l’uomo che le fa battere il cuore scoprirà che Lily è un’assassina? C’è chi passa la sua prima notte di vita in una morbida culla, circondato dall’affetto dei genitori, e chi invece no. Lily Mortimer è stata infilata in un sacco e lasciata ai cancelli di un parco, esposta al gelo e alle bestie feroci. Si è salvata solo per il passaggio fortuito di un giovane agente di polizia. Affidata alle cure amorevoli di una contadina, ha trascorso i suoi primi sei anni di vita tra i luminosi campi del Suffolk, ma poi, come prescritto dalla legge, il grigiore di Londra e la freddezza dell’orfanotrofio l’hanno reclamata indietro. Punizioni, cattiverie e soprusi sono stati a lungo la quotidiana ricetta del Foundling Hospital per soffocare ogni ribellione di Lily e degli altri bambini orfani e indigenti come lei. Ora, a quasi diciassette anni, la giovane è finalmente libera e, grazie alle sue doti nel cucito, ha un impiego gratificante in un emporio di parrucche. In più, un sorriso gentile ogni domenica in chiesa la conforta: che il futuro le riservi finalmente l’attesa serenità? Ma il passato non allenta la morsa su di lei. La assillano sempre gli stessi orribili ricordi, il senso di colpa e la paura della forca. Perché nessuno ancora lo sa, ma Lily è un’assassina..
Traduzione: Giovanna Scocchera