L'ultimo re della California

L'ultimo re della California

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Published: 17/10/2025

Format: brossura

ISBN: 9788854532236

VITE BRUCIATE

di BARABARA MONTEVERDI

Comincia bene questo nero nerissimo, anzi comincia nel peggiore dei modi perché assistiamo a un falò. Umano. E ci auguriamo che la vittima sia stata ammazzata prima di essere arrostita; non ci viene detto in questa primissima fase e noi speriamo di sì, ma non è scontato. E infatti.

Storia cupa, cattiva, questa di Jordan Harper, e anche il ritorno a casa del diciannovenne Luke che guida per sedici ore dal Colorado alla California ha un che di diabolico.

Guida in silenzio. Si morde via brandelli di pelle dalle labbra. Tamburella con le dita sul volante. Schiaccia il pulsante dell’autoradio. Una raffica di interferenze. Schiaccia di nuovo, la radio scorre le frequenze in cerca di una stazione. Un uomo urla – Una polizza auto supereconomica, anche se vi hanno fermato per guida in stato di ebbrezza? – con un coro di clacson in sottofondo. Sembra opera del demonio. Ma è sempre meglio del silenzio.

Luke torna a casa, ma quella non è casa sua, lo sa bene, ne è stato allontanato da bambino, ora ci vivono i parenti del padre (che deve scontare ancora una decina di anni in galera) e infatti lui viene accolto in una roulotte nel cortile, insieme a montagne di detriti.

Fino a quando decide che in questa famiglia lui ci vuole entrare a tutti i costi, pestando duro come quelli che ha davanti.

Ci sono violenza, sangue e istinto animale da vendere, in questo romanzo che sembra un film di Quentin Tarantino, ma c’è anche uno scavo psicologico piuttosto profondo del protagonista di una storia che fa veramente accapponare la pelle.

Jordan Harper scrive come un tatuatore (non lo dico a caso, gli affiliati alla banda Combine hanno un cuore nero tatuato esattamente sopra al cuore) e le sue parole si infilano sotto l’epidermide come l’inchiostro che segna la pelle per sempre.

Crea disagio, bruciore, timore del mondo sconosciuto e spietato in cui siamo entrati, dove ci si fa di metanfetamine e se si sgarra si finisce crocifissi, bruciati vivi o squartati da un machete. Visto da qui, l’Inferno è una passeggiata e l’autore ce lo mostra con spietata durezza.

Luke, il protagonista, è un giovane uomo senza futuro e, osservando le sue continue scelte errate, la ricerca spasmodica di qualcuno che lo accolga e lo ami, ci rendiamo conto che tutte le nostre vite dipendono dalla lucidità delle decisioni che sappiamo prendere, dal distacco emotivo che dobbiamo mantenere nei momenti importanti dell’esistenza. Sempre se ci accorgiamo che stiamo attraversando uno di quei momenti, questa è la vera trappola.

Una storia aspra che non fa sconti a nessuno, mentre troppe vite bruciano assieme ai roghi estivi californiani.

TRAMA

Deserto californiano, oggi. Luke Crosswhite, diciannove anni, è scappato dal suo appartamento-caverna di Colorado Springs gettando vestiti, libri e pentole alla rinfusa nel bagagliaio e lasciandosi dietro l’università e due mesi di affitto da pagare. Un viaggio di sedici ore attraverso l’America per tornare a casa, e casa è Devore, uno scabro paese californiano annidato nei canyon del Cajon Pass da cui Luke manca da dodici anni. Un posto che brucia sempre, anche quando non c’è un incendio. Casa è anche il Combine, la gang criminale che è l’altra famiglia di suo padre Big Bobby, un uomo a cui basta sedersi su una sedia perché diventi un trono. Con un cuore di inchiostro tatuato sul cuore vero, e il motto Il sangue è amore, il Combine spadroneggia su quelle terre di rottami, violenza e droga. Eppure, nonostante Big Bobby sia il re, cosa che farebbe di suo figlio un principe, Luke a Devore è un fantasma. Dopo quello che è successo all’Arrowhead Lanes Bowling dodici anni prima, non c’è più posto per lui nella famiglia. Ma quando una gang rivale uccide un uomo nel deserto – il primo atto di una guerra per “rimettere ordine” nella California del Sud – Luke sente che quella è l’occasione di diventare chi avrebbe sempre dovuto essere. Come Amleto, si imbarca in un nuovo viaggio, di ferocia e di vendetta, alla ricerca di un’identità che forse non è mai stata sua. Mentre, sullo sfondo, la California in fiamme ricorda a tutti che i peccati si scontano. Sempre.

Traduzione: Giovanni Zucca

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