LA SVIZZERA, IL NUOVO REGNO DEL THRILLER
di MANUEL FIGLIOLINI
Se qualcuno mi dicesse: Svizzera, subito verrei colto dai classici stereotipi mondiali, cioccolato, puntualità e orologi a cucù. Ma negli ultimi anni, complice la mia passione per il thriller, sto invece imparando a dire che la Svizzera, la ricordo anche per le sue trame thriller.
Senza farne un discorso di perfezione stilistica o scrittura, non posso esimermi dal dire che la Svizzera con Joel Dicker e adesso anche con Nicolas Feuz ci sta regalando dei thriller con delle trame assolutamente originali e ben congeniate. E di questo bisogno darle adito.
Dopo essermi appassionato alla struttura e ai colpi di scena inaspettati de “Il filatelista” (romanzo che consiglio a tutti gli amanti e lettori del genere thriller) ecco che Baldini+Castoldi con la sua collana I Lupi, ci regala il secondo capitolo (alcuni personaggi de Il Filatelista ritornano) del thriller psicologico ambientato in Svizzera: “Le escluse”.
Il titolo originale è “Les Extradées” e devo dire che in italiano non era il massimo come titolo e Baldini+Castoldi ha optato per un più ampio “Le escluse” che a parer mio coglie meglio l’animo del romanzo, inglobandolo in un grande abbraccio.
Perché alla fine, la storia che racconta Feuz è una storia di esclusione. Esclusione dalla vita. Il romanzo è una storia di donne e di madri, donne sole lasciate impotenti davanti a dei veri e propri femminicidi per procura o atti estrema di difesa animale della propria prole.
Perché le donne di Feuz sono così, istintive, animalesche dedite tutte ad un finale sconvolgente che lascia il lettore a bocca aperta. La suspense è strepitosa, tiene incollati anche se all’interno (NdR: stesso difetto riscontrato ne Il Filatelista) ci sono troppe sigle e acronimi che il traduttore ha cercato di stemperare ma senza troppo grande successo.
Ma pur con questa inutile peculiarità il romanzo affonda le sue dita nei drammi, nelle storie di madri, nel sangue e anche non lesina commenti sulla situazione carceraria femminile. (NdR: e parla della Svizzera, figuriamoci in Italia).
Un thriller psicologico sorprendente e coinvolgente, ed è il secondo centro che lo svizzero Feuz porta a segno.
TRAMA
Svizzera, cantone di Neuchâtel. Una dodicenne vittima di bullismo si suicida. Lo stesso giorno Justine, la sua unica amica, scompare. In una prigione del Vaud, sei detenute subiscono le spietate regole di un’agente di custodia. Sono delle escluse, anime dimenticate alle porte dell’inferno, donne bandite dalla società, dai destini spezzati. Fra di loro, la madre di Justine, accusata di averla rapita per sottrarla al padre, che si rifiuta di confessare dove l’ha nascosta mettendo così in pericolo la sua vita. Ma perché queste donne sono le uniche detenute dell’unità 3? E qual è il misterioso legame che le unisce? Nicolas Feuz ci immerge in un page-turner adrenalinico, lasciandoci avvinghiati a un’indagine dal ritmo serrato e a un racconto della vita in carcere vivido, duro, profondamente umano. Un thriller avvincente, dal finale imprevedibile.