IN MEZZO A TANTI SEGRETI, ECCO LA VERITA’
di MANUEL FIGLIOLINI
Un romanzo con tanti segreti e storia. Ecco cosi ci ha regalato questa volta l’autore di “Anna O” Matthew Blake per La Nave di Teseo. Anche se la sinossi parte con “Giugno 1945 … ” il nuovo romanzo di Blake non è ambientato alla fine della seconda guerra mondiale, ma ai giorni nostri, proprio ottant’anni dopo.
Olivia, psicoterapeuta esperta nel recupero dei ricordi, si trova ad affrontare il più grande ricordo custodito nel passato di sua nonna, Josephine Benoit, pittrice che viene ritrovata nella hall dell’albergo Lutetia a Parigi dove in preda ad una presunta crisi dovuta alla demenza, sostiene di essere Sophie Leclerc.
Da questo spunto, apparentemente ingenuo, s’intrecciano le storie di Olivia, di sua nonna Josephine, del suo psicoterapeuta Louis. Un thriller psicologico che affonda le radici nel ricordo, tema portante del romanzo.
Interessante parlare di ricordo proprio ora, che coloro che hanno assistito all’olocausto stanno sparendo per ragioni anagrafiche. Sicuramente a breve verranno a mancare le fonti autentiche di quel ricordo che ha segnato la storia. E cosa ci rimarrà? Se non un ricordo manipolato da chi quel momento non l’ha vissuto ma lo adatterà alle proprie esigenze.
E, appunto, la manipolazione dei ricordi è un punto fondamentale del romanzo di Blake e il ruolo professionale di uno psicoterapeuta che, come anche detto nel romanzo, raggiunge un posizione di potere sulla mente del paziente. Una storia di ricordi, di traumi, di famiglia e di morti.
Una thriller psicologico che ci racconta anche un momento importante della storia, poco conosciuto o poco raccontato: il momento che vengono chiusi i campi di sterminio e lasciate rientrare sopravvissute nei loro paesi. Gli ebrei francesi vengono sottoposti a dei controlli sanitari e psicologici per poter smascherare presunti collaborazionisti.
L’importanza e la delicatezza dell’argomento cardine del romanzo, la memoria, rendono il nuovo romanzo interessante a livello saggistico e meno dal punto di vista della suspense, che viene dettata dai ricordi. Il caso prende marginalità dalla Storia e dal potere che i ricordi possono avere sull’essere umano che incontrano tutto il romanzo svelando una storia intricata ma fondamentalmente ovvia per determinati sviluppi, alquanto logici. Ma penso che l’obiettivo di Blake fosse un altro ed il thriller solo il termine accattivante per raccontarlo.
Un romanzo da legger per capire determinate cose che sono successe e per comprendere il potere della mente, il tutto in stile thriller? Beh ci può stare.
TRAMA
Giugno 1945, la guerra è finita da poco, i campi di concentramento nazisti sono stati liberati e a Parigi stanno tornando tutti i prigionieri francesi che vi erano rinchiusi. Per accoglierli, e per controllare che tra di loro non si nascondano dei collaborazionisti, tutti devono passare tre giorni in quello che prima del conflitto era il lussuoso Hotel Lutetia, il più bello della Rive Gauche. Nelle stanze trasformate in dormitori, i presunti prigionieri vengono visitati e interrogati, prima di poter tornare alle loro case e alle loro famiglie. Tra loro ci sono anche due ragazze, Sophie e Josephine, ma solo una uscirà viva dalla stanza che condividono nell’hotel. Ottant’anni dopo, nel 2025, Josephine Benoit, ora novantaseienne, e nel frattempo divenuta una famosissima pittrice, si presenta alla reception del rinnovato e lussuoso Lutetia. Qui confessa di chiamarsi Sophie Leclerc e di aver commesso un omicidio, molto tempo prima, proprio nella stanza numero 11 di quell’hotel. La donna è affetta da demenza senile e la nipote Olivia, che vive a Londra e lavora come psicoterapeuta esperta nel recupero di ricordi, è convinta che la nonna sia solamente confusa e che, a causa della malattia, mescoli nella sua mente realtà e fantasia. Ma, forse, la situazione non è così semplice e ben presto Olivia si trova invischiata in un mistero che ha le sue radici nel passato ma che vive ancora nelle strade di Parigi, e che può essere letale.
Traduzione: Tiziana Lo Porto