LA COCCOLA DELL’ESTATE
di MANUEL FIGLIOLINI
Ci sono romanzi che si leggono per ritrovarsi nel loro genere e farsi trasportare in storie documentate e realistiche. Ci sono altri romanzi che amo definire “coccole” e sono romanzi che magari utilizzano il genere e la fantasia per portare il lettore in un mondo che vorremmo aver vissuto. E questo è l’ultimo romanzo di Angelo Petrella.
E’ sicuramente uno dei miei romanzi preferiti del 2026, ma non chiedetemi perché, non saprei rispondervi. Sicuramente l’epoca d’ambientazione, la fine dei ruggenti anni ’20. Sicuramente perché è ambientato in una Parigi piovosa, che estremizza il suo romanticismo. Anche perché ci sono i miei scrittori e artisti preferiti, il primo tra tutti è nel titolo. Poi se tutto abbia un fondo storico reale, se veramente all’Edipo Re ci fu un’insurrezione dei surrealisti … poco importa.
Del poliziesco di Petrella, quello che mi ha conquistato, è stato sicuramente leggere di storie che vedono protagonisti i propri miti: come Hemingway investigatore, Kiki de Montparnasse innamorata, Joyce sempre ubriaco… e tanti altri. Anche il genere è buttato lì per creare l’atmosfera, ma purtroppo non è un giallo che ne rispetta le regole. Ma è un libro “coccola” e se anche non ci trovo un’indagine perfetta o una consequenzialità che rispetti le regole del giallo. E’ sicuramente una lettura che mi ha conquistato.
I personaggi di Petrella sono raccontati a 360°, capiamo Marcel e Philippe, vediamo artisti dipinti in un modo che normalmente non avremmo mai immaginato … e ci sono anche delle risate e della leggerezza.
Voglio assolutamente leggere altre avventure di Marcel e Hemingway, o Marcel e qualche altro artista degli anni ’30. Sono desideroso di ritrovare questa atmosfera così eterea che mi ha riportato, di capire come finirà tra Marcel e il suo nemico surrealista … insomma attendo con ansia, fin d’ora, il prossimo capitolo di questo personaggio che incarna perfettamente l’uomo che desidera essere artista.
TRAMA
Parigi, 1929. È un mattino di una primavera letargica e insolitamente fredda quello in cui il giovane Marcel, agente semplice di polizia e aspirante scrittore, è costretto a interrompere la sua ronda. Le grida di una donna che provengono da un vecchio palazzo popolare non possono essere ignorate e lo zelante novellino, insieme al suo collega, deve intervenire. Ma una volta sedata la lite furibonda tra un uomo e la sua cocotte, qualcosa trattiene Marcel: un gatto che gratta contro una porta chiusa e un odore dolciastro che filtra dalla soglia. Dietro quella porta, li accolgono una musica jazz che suona a vuoto e il corpo senza vita di una donna. Per i piani alti, il caso andrebbe archiviato come suicidio, anche se per Marcel troppe sono le incongruenze, troppo poco credibile la lettera d’addio, per tacere del volto esangue e magnetico di quella donna che gli chiede giustizia.