TRA LE PALUDI DELLA VANDEA ALEGGIA UNA MELODIA RACCAPRICCIANTE
di BARBARA MONTEVERDI
Conosco da tempo l’autore e il suo stile è sempre avvolgente. Gotico, elegante, classico e mai banale, possiede una scrittura intrigante e molto cupa.
L’incipit di questo thriller storico è perfetto: un gufo che, nella notte scura che soffoca il bosco paludoso, artiglia la sua preda. E’ già una dichiarazione d’intenti, e che stile!
Appare un’ombra nel groviglio dei rami alti. Poi, come un sasso, piomba giù dove comincia l’erba. Il ghiro, pietrificato da un terrore istintivo del quale ignora la causa esatta, non può sfuggire all’attacco. Ha appena il tempo di cacciare un gridolino disperato. Ma gli artigli del rapace si stanno già chiudendo su di lui. Il becco terrificante gli sfonda le ossa sottili del cranio.
Siamo nel maggio del 1832, ma non sembra primavera a Parigi. Un’epidemia di colera l’ha desertificata, quasi nessuno esce in strada e chi può si rifugia in campagna. Questo ci permette di osservare con calma le tre giovani figure presentateci da Fouassier – un ragazzo con aspirazioni artistiche, la sua fidanzata ventenne impegnata nella lotta contro la discriminazione femminile (già in quest’epoca? Eccome.) e la sua amica Aglaé Marceau, ex attrice che lavora per la polizia nell’Ufficio degli Affari Occulti, occupandosi dei casi più misteriosi assieme a Valentin Verne, ispettore dandy, scienziato e molto fuori dalle righe che, nel frattempo, è diventato anche il suo amante.
Valentin viene improvvisamente incaricato dal Ministero degli Interni di recarsi in tutta fretta e segretezza a Legé, in Vandea, per risolvere due crimini che potrebbero rappresentare l’ennesima scintilla di una rivolta contro lo Stato e il re Luigi Filippo.
E qui ci ricolleghiamo al tenebroso incipit di poc’anzi, immergendoci con Valentin in paludi nebbiose e maleodoranti, ricche di ombre, fruscii e pericoli mortali, mentre la sua bella si agita a Parigi sia perché priva di notizie dell’amato, sia per tentare di far uscire di galera un amico incarcerato ingiustamente.
I colpi di scena – nella vicenda di Valentin come in quella parallela di Aglaé – si susseguono senza che si possa prendere fiato e anche se qualche svolta improvvisa è stata anticipata dalla mente allenata del lettore, il racconto si segue con passione e la voce di Fouassier non conosce cedimenti: signorile, armonica, fantasiosa.
Sebbene questo sia il quarto volume legato alle avventure di Valentine Verne, non conoscere le vicende precedenti non crea nessuna confusione, la storia è ben strutturata e indipendente dalle altre; qualche richiamo al passato è subito chiarito in modo sintetico.
Un’ottima padronanza tecnica che rende facile e avvincente la lettura.
TRAMA
Maggio 1832. A Parigi imperversa il colera, e la paura del contagio costringe tutti nelle proprie case. Eppure l’Ufficio degli affari occulti non abbandona le sue investigazioni nemmeno di fronte alla minaccia del morbo; soprattutto ora che l’ex attrice Aglaé Marceau è entrata a pieno titolo a far parte dell’istituzione. Ben poche donne ricoprono un ruolo simile, ma d’altronde l’ispettore Valentin Verne, che è il suo capo, è senz’altro il meno conformista tra i poliziotti. Anche come fidanzato è anticonvenzionale: perciò Aglaé apprende che lui ha dovuto lasciare in fretta e furia la città per una missione segretissima da una lettera, anziché dalla sua viva voce. Lasciate infatti Parigi e le sue oscure vicende nelle mani dell’abile fidanzata, Verne è già giunto tra le alture della Vandea, in un clima di rivolta imminente, per indagare su due morti misteriose. Molte sono le voci sui presunti assassini: spie di Luigi Filippo, oppure sostenitori della duchessa di Berry, aspirante al trono di Francia; messaggeri del diavolo che solcherebbero i mari su imbarcazioni avvolte nella nebbia, oppure adoratori di culti arcani che lanciano maledizioni. Ovunque, un canto malefico risuona nella notte, come un funesto presagio. Nel quarto volume della serie L’Ufficio degli affari occulti, Éric Fouassier ci conduce in una nuova sfida del suo ormai iconico ispettore e della sua squadra, un’indagine labirintica in cui vicende criminali e rivolgimenti della Storia si intrecciano in un incantesimo difficile da spezzare.
Traduzione: Maddalena Togliani