DALLA FINZIONE ALLA REALTA’
di MARIO TOCCI
Potrebbe essere proprio questo il jingle descrittivo dell’intero impianto del giallo di Marco Paracchini.
Anzi, forse sarebbe più corretto dire che in questo bel romanzo la realtà supera la fantasia.
Poiché tutto ruota attorno alla trasposizione delle scene di tre efferate uccisioni, per come immaginate e raccontate da un giallista importante – mirabilmente tratteggiato senza particolari sofismi, quasi a volerlo fare apparire alla stregua del quisque de populo, o, ancor meglio, del normalissimo vicino di casa di chicchessia – nelle sue recenti produzioni letterarie, in altrettanti omicidi perpetrati al cospetto (metaforico) della cupola di San Gaudenzio.
Viene esplorato il confine più pericoloso della letteratura: quello in cui l’inchiostro smette di essere traccia grafica per farsi sangue.
Il titolo stesso, “Fino all’ultima pagina”, funge da monito e promessa; mentre il sottotitolo “Delitti a Novara” lega indissolubilmente lo story-telling a una geografia precisa, identitaria e profondamente evocativa.
Evidente, e per certi versi struggente, è il ruolo primario riservato alla città; nei cui quartieri chi legge riesce a immergersi molto intensamente, vieppiù cogliendo l’ironia che pervade romanticamente – senza mai irridere – il contesto d’ambientazione.
Tecnicamente l’opera si configura come un giallo classico di impeccabile fattura, che, tuttavia non ha paura di contaminarsi con le atmosfere del noir più denso. Il passaggio tra i due generi avviene in modo assai gradevole e fluido, garantendo una godibilità atta a soddisfare tanto i lettori occasionali quanto gli appassionati e/o intenditori più esigenti.
I colpi di scena sono continui e mai banali. Ne risulta un ritmo narrativo continuamente vivacizzato che tiene alta l’attenzione verso un finale del tutto inaspettato, con una suspense plasmata costruttivamente per accumulo, laddove la tensione è gradualmente portata a un punto di rottura che trova sfogo soltanto nelle ultime pagine.
In definitiva, un libro che si legge con gli occhi e percepisce con tutti i sensi.
Arrivare ‘fino all’ultima pagina’ diventa quindi un imperativo per chiunque vi si accosti, trascinato in un vortice di eventi ove la verità è l’ultima tessera di un puzzle complesso e affascinante. Donde, la cronaca di delitti si tramuta in una riflessione profonda sul potere della scrittura e sulla fragilità della condizione umana di fronte all’imprevedibilità del male.
MUSICA CONSIGLIATA
Serve, per accompagnare la lettura, un brano lento ma anche cupo e ossessivo. Indi afferente al genere del trip-hop. Che, nello specifico, inizi in modo minimale per poi esplodere in un coacervo di note e suoni (appunto prodromico a contestualizzare il punto finale di rottura). E, allora, non si può che consigliare “Angel”, traccia d’apertura dell’album “Mezzanine”, registrato in studio dal gruppo musicale britannico dei Massive Attack nel 1998.
CIBO SUGGERITO
Analogamente alle caratteristiche del sound consigliato, per vero, anche il cibo d’accompagnamento deve avere un sapore forte e deciso. Meglio ancora se connesso alla realtà in cui si dipana la narrazione. Nessun dubbio, allora: orientiamoci sulla paniscia novarese. Si tratta di un risotto molto corposo; a base di fagioli, verza, cotenna e salam d’la duja (quest’ultimo: insaccato tipico, conservato – previa ricopertura di strutto – in appositi recipienti in vetro).
VINO INDICATO
Abbinamento enologico rigorosamente piemontese: Nebbiolo Ghemme DOCG. Vino rosso, di colore rubino. Al naso si presenta con sentori di tabacco, pepe nero, amarena ed erbe officinali. Al gusto si affaccia con immensa profondità e si fa notare per l’austero impatto dei tannini, che però non rovinano la sinuosità del sorso. Non bassa la potenza alcolica, che arriva ai 13 gradi.
TRAMA
Novara, 2023. Il modus operandi di tre omicidi è incredibilmente simile ad altrettante scene del crimine narrate in alcuni romanzi usciti in edicola per mano dello scrittore Ottavio Baldazzo. Il vice questore Enea Dorin, accanito lettore di gialli, si accorge di questa similitudine e convoca l’autore dei testi in questura per interrogarlo. Le indagini ruotano intorno a tre sospettati, ma Dorin, nonostante la sua patologia – è infatti affetto da sclerosi multipla – è uno dei segugi più in gamba della polizia e riuscirà a capire, prima che sia troppo tardi, chi si nasconde dietro a questi delitti. La sarcastica mano dell’autore Marco Paracchini conduce il lettore in un avvincente giallo che si svolge tra i quartieri novaresi e nei suoi dintorni, facendo emergere, con la sua pungente ironia, l’immenso amore che prova per la sua città, sulla quale domina la cupola di San Gaudenzio che dall’alto tutto vede ma nulla rivela…