QUANDO LA NARRATIVA DI GENERE DIVENTA ANCHE POESIA
di ANTONIA DEL SAMBRO
Quanto è dura essere “l’ultimo giapponese” a sognare, sperare e perseguire ancora e sempre la Giustizia!
Quel senso delle cose che appare lucidamente e pervicacemente nell’animo dei puri e che sembra scomparire in quello dei disonesti e dei farabutti.
Quanto costa non vendere l’anima al diavolo?
E ne vale la pena?
Il commissario Alvise Belletti con tutto questo ci convive da sempre, e ancora di più dagli ultimi quattro anni. Da quando è stato trasferito d’ufficio alla Questura di Catania. Belletti è l’eroe solitario per scelta personale e insieme per volontà degli altri, perché parla una lingua strana e sconosciuta ai più: la giustizia sopra ogni altra cosa.
Ma la Sicilia è un mondo complicato, Catania lo è ancora di più e l’Etna che la sovrasta e a volte la minaccia non ne parliamo neppure.
E allora in questa nuova indagine dove il cadavere di un tedesco con la gola squarciata viene ritrovato quasi per caso, mentre un cane da caccia di razza lo veglia, è proprio la montagna vulcanica antica e misteriosa la prima pista da cui partire.
Chi è quell’uomo?
Perché è stato ucciso con tale violenza?
E chi è il cane che gli è rimasto così fedelmente vicino?
Paolo Scardanelli oltre che imbastire un sofisticato giallo poliziesco dà vita a un ancestrale storia di opposti dove l’animo umano è perennemente tirato dalle due forze opposte del Bene e del Male, raccontando e illustrando perfettamente ai lettori quanto il Bene faccia sempre più fatica a prevalere in un mondo ormai corrotto da individualismi e potere.
L’animo umano si piega ai moti di vendetta e morte, di ideali guasti e traviati che inducono lutti sbagliati ed evitabili: Belletti è da solo, come sempre, a inseguire la sbiadita e ormai dimenticata bandiera della Giustizia.
O forse questa volta no.
Questa volta con lui c’è anche Romeo.
Un cane che appartiene a una razza antica e ammantata di mitologia.
Belletti e Romeo: quando la narrativa di genere diventa anche poesia.
TRAMA
Da quattro anni ormai il commissario Alvise Belletti presta servizio alla Questura di Catania, dove è stato trasferito per l'”eccesso di zelo” dimostrato nel caso del Lupo. E qui, sull’Etna, la Montagna sacra dei catanesi, un altro misterioso omicidio lo attende. In una capanna a duemila metri di altezza due escursionisti hanno trovato il corpo di un uomo, Wolfgang von Rheingold, un quarantenne tedesco, con la gola squarciata. In mano, un libro intriso di sangue: La morte di Empedocle di Friedrich Hölderlin. A vegliare la vittima un cane accucciato, uno splendido esemplare di cirneco dell’Etna, una sorta di Anubi all’ingresso dell’oltretomba. Sotto la maestà del vulcano onnipotente, Belletti si prepara a dispiegare il suo proverbiale fiuto, che stavolta lo porterà ad Amburgo e indietro nel tempo fino alla Germania degli anni di piombo. Un’indagine in cui il suo incrollabile senso della Giustizia si ritroverà faccia a faccia con l’ombra impietosa della Vendetta.