gli illegali
Thriller

Gli illegali di Piernicola Silvis, Anno 2019

Dic 04, 2019 Manuel Figliolini
Trama 100
Suspense 100
Scrittura 100
100
Il nostro voto 100

FOGGIA – NAPOLI TRA I BOSS DELLA MALAVITA

Mi verrebbe da ripetere, o meglio confermare, la mia precedente recensione del romanzo “La lupa” (recensione). Silvis è la penna più importante e unica del genere noir thriller e con questa sua opera conferma la sua supremazia. Con “Gli illegali”(editore SEM) Piernicola Silvis porta il suo protagonista, Gianlorenzo Bruni, da Foggia a Napoli attraverso 420 pagine intense in un avvincente thriller che tiene incollato il lettore alle singole pagine e alle singole parole.

La trama, avvincente fin dalle prime pagine, ha una struttura molto particolare e difficile da reggere. Il romanzo di Silvis inizia con due uomini, uno è un killer e l’altro il suo mandante. A pagina 10 sappiamo già tutto, o almeno crediamo di saperlo. E qui entra in gioco lo scrittore che chiama al suo fianco il questore e ci regalano un romanzo completo, un thriller tourne-page, un noir profondo che scava nelle pieghe della società corrotta e nell’animo dei protagonisti.

Nuovi nemici, nuovi luoghi e nuove prove psicologiche attendono il protagonista Renzo Bruni. Un’avventura tutta nuova attende la squadra degli SCO, ma il fondo, la base su cui certi meccanismi si ergono sono gli stessi. Non più la mafia foggiana ma la camorra, non più la ricerca di chi fa cosa, ma la ricerca del perché. Un viaggio più introspettivo negli animi di tutti, dei “buoni e dei cattivi”. In questo romanzo i viaggi alla ricerca della verità si alternano ai viaggi dell’animo e del pensiero umano.

Silvis sottopone al lettore la carnalità della suspense. Non più quella ricerca spasmodica dello stupire, ma quella dello scavare. Nelle profondità dell’animo passando per la carne e sconvolgendo il lettore mettendo i fatti e le azioni davanti al lettore. La scrittura di Piernicola Silvis, come nel precedente, alterna la capacità di spiegare le intricate maglie della malavita con la musicalità dello scrittore e quella voce che sta diventando sempre più unica.

Manuel Capone guida la sua Panamera sotto una fitta pioggia e stringe il volante fino a sentire male alle nocche. Ha il fiato corto, le strade sono inzaccherate e la visibilità praticamente nulla. In giro ci sono poche auto, cosa strana per un sabato sera in una città sempre invasa dal traffico, ma l’acqua tiene la gente chiusa in casa o nei ristoranti con gli amici. Gli occhi chiari di Capone sono fissi sull’asfalto, mentre la pioggia si spande sul parabrezza al ritmo ipnotico del tergicristallo.

Ascoltate la recensione nel podcast di OnBoox Radio

Editore: SEM
Anno: 2019