Il pronipote di Salgari

Il pronipote di Salgari

Genere:

Published: 31/01/2025

Format: brossura

ISBN: 9791254942246

VITE SPERICOLATE, ASSEMBLATE, CENTRIFUGATE

di BARBARA MONTEVERDI

Massimiliano Governi, grazie. Che posso dire di più?

Non ne sapevo nulla, o quasi, di Salgari e della sua progenie. Conoscevo qualcosina della sua vita difficile e che si era suicidato, la mia preoccupazione maggiore nei suoi confronti era sempre stata quella dell’accento sul cognome: Sàlgari o Salgàri?

Poi arriva questo scrittore curioso e scrupoloso e mi squaderna l’albero genealogico di una famiglia che la famiglia Addams sembra uscita da un racconto di fate. Beh, resto a bocca aperta. E ringrazio.

Così, continuo la lettura di un testo fatto di divagazioni funamboliche e scopro altre cose nuove, interessanti, seducenti. Lucentini (quello di Fruttero & Lucentini) che conosceva 17 lingue e, traducendo in italiano La biblioteca di Babele di Borges, scoprì un errore nella struttura architettonica immaginata dall’argentino, che prontamente corresse l’inciampo. Borges. Su suggerimento di Lucentini. Chapeau.

Ma ecco apparire la minuscola figura del professor Federico Caffè, vicino di casa dell’autore, insigne economista, scomparso il 15 aprile 1987 in modo più che misterioso. Ad oggi, pare si sia disincarnato, tanto è profondo il nulla che circonda il suo allontanamento.

Che c’azzecca con Salgari? Forse nulla, forse. Però è pur sempre intrigante e la storia si legge bene, come un giallo piccino picciò. (come il professore, d’altronde. Pare fosse alto non più di un metro e cinquanta – ci informa l’autore –  e volesse rendersi invisibile anche prima di sparire).

Ecco, questo è un libro che trascina, dove non si sa e neppure deve importare. Il lettore si rilassi, pensi di essere su un barchino instabile sul Rio delle Amazzoni e si affidi (tanto non può far altro) al battelliere dai nervi saldi che lo condurrà lungo le rive del fiume facendogli scoprire paesaggi inaspettati.

Sia ben chiaro, Governi non è Caronte, non ci abbandonerà su un lido infestato da anime dannate, qui il viaggio è piuttosto (piuttosto, non significa totalmente) sereno, le sorprese calibrate, ma l’impressione che un’onda possa ribaltare il nostro natante rimane sempre viva in un angolo del cervello.

Il bello di questa lettura, fatta anche di sogni.

E’ stanco, il ragazzino, troppo stanco. Gli occhi tribolati e ardenti gli si chiudono. La testa gli ronza. Adesso i rumori remoti del quartiere oltre le serrande semi-abbassate gli danno il senso dei secondi che continuano implacabilmente ad avanzare nel quadrante di un qualsiasi orologio verso l’ora incombente “

Una cosa è certa: inutile tentare di tirare le fila di una storia che racchiude una storia, che racchiude una storia, all’infinito. Questa scatola cinese che è il libro di Massimiliano Governi deve essere maneggiata con cura, annusata, assaggiata e riposta fino alla prossima volta. Quando avremo di nuovo voglia di immaginare mondi ormai lontani nel tempo, eppure fatti di carne, sangue e qualche verità.

TRAMA

«Ecco, in quella via c’è la casa di Federico Caffè, in quell’altra il primo covo di Aldo Moro, ah, e là la villetta in cui dormì il Mahatma Gandhi, in quel monastero invece c’è custodita la mano sinistra di Santa Caterina da Siena». Giovanni preferirebbe farci da guida per le strade del suo quartiere piuttosto che scrivere una sceneggiatura, editare un romanzo, leggere un libro da valutare, insomma, occuparsi del suo lavoro. In realtà, ciò che sogna di fare è scrivere un libro su Salgari, su una famiglia che sembra colpita da una maledizione: suicida lo zio, il padre, lo stesso Emilio e due dei suoi figli. Sotto le avventure di pirati in una Malesia immaginata in una casa di Torino si cela un male oscuro e antico che, per Giovanni, diventa un’ossessione. Questo lo conduce a cercare di contattare Romero Salgari junior, il pronipote del grande scrittore, che nel 1984 uccise a coltellate Lucia Valsania, una portalettere in pensione del paesino nel Roero in cui entrambi abitavano. Tra dialoghi giornalieri con il padre, fervido appassionato di Salgari quanto lui, e ricerche estenuanti in biblioteca e altrove, viviamo insieme al protagonista un’indagine letteraria che somiglia molto a un viaggio interiore fatto di luci e ombre, rivelando le contraddizioni che spesso convivono nell’animo umano.

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