LA FORZA DELLA VOCE
di BARBARA GALIMBERTI
Horacio Verbitsky, importante giornalista argentino e autore di libri capaci di disorientare l’opinione pubblica, troppo spesso addormentata e silente, con L’isola del silenzio irrompe con ancora più forza in quella coltre di segreti e manipolazioni che il potere e la politica sanno ben costruire.
Questa importante opera si presenta come una rigorosa inchiesta dai tratti investigativi, che ripercorre con attenzione e dettagli il periodo della dittatura argentina, dove un numero di persone, ancora oggi incalcolabile con precisione, sono scomparse, sono state torturate, sono state ammazzate senza che il mondo abbia potuto sentire le loro urla.
Un regime che negli anni ’70 si mostrava con un volto pulito, ma che celava, grazie a una perfetta strategia politica, la paura e l’orrore, ha caratterizzato un momento storico dell’Argentina, lasciando un profondo dolore. Il senso di libertà e ribellione veniva sottomesso con ferocia e malvagità e questo ha portato per anni a una inevitabilmente distruzione dell’identità umana.
L’autore irrompe in quel silenzio e racconta, con rabbia e perfezione, quell’atroce periodo storico, dando nuovamente voce a tutti quegli uomini, quelle donne, quegli esseri umani, che da un momento all’altro divennero per il mondo desaparecidos. Racconti di adulti e di bambini e soprattutto di giovani ai quali quel devastante regime tolse per sempre la parola. Un genocidio generazionale così fu definito anni dopo quel percorso, che la dittatura argentina aveva scelto di seguire, mascherando la ferocia e il male con una semplice presentazione al mondo di un progetto di Disintossicazione e Rieducazione Nazionale.
Horacio Verbitsky, però, non si sofferma a raccontare in modo didascalico le sparizioni, le torture e le morti, ma con profondità narra la storia delle persone e di cosa vuol dire perdere i propri diritti e la vita nel silenzio del mondo stesso. Con un resoconto attento e, soprattutto, premuroso, l’autore si spinge verso una verità che nessuno era pronto ad ascoltare, e forse non lo è ancora oggi, inserendo con accortezza nella cronaca del tempo quei particolari che hanno portato la società civile a riflettere sull’ambiguo ruolo della Chiesa cattolica durante quel regime.
La Chiesa cattolica e alcuni importanti personaggi del clero stesso, pur riconoscendo la malvagità di quella dittatura, preferirono il silenzio alle parole che avrebbero, forse, potuto salvare vite umane, se fossero giunte la mondo.
Un meccanismo perfetto dove i segreti e la capacità di girare la testa dalla parte opposta ha portato a una immensa e devastante sofferenza.
L’isola del silenzio è un testo potente che accompagna il lettore a riflettere anche e soprattutto sul mondo di oggi.
TRAMA
Nel settembre 1979, alla vigilia dell’ispezione della Commissione interamericana per i diritti umani, la dittatura militare argentina smantella il centro clandestino di detenzione della Scuola di Meccanica della Marina. I prigionieri vengono trasferiti segretamente su un’isola dell’arcipelago del Tigre: El Silencio. Attraverso testimonianze dirette e documenti inediti, Horacio Verbitsky ricostruisce per la prima volta la storia di questo campo di concentramento nascosto, svelando i legami tra il regime militare, la “guerra sporca” e le gerarchie ecclesiastiche. Un’inchiesta coraggiosa che fa luce sul silenzio della Chiesa di fronte a una delle pagine più oscure del Novecento.