IL LUOGO, LA POESIA
di ANTONIA DEL SAMBRO
C’è un Luogo che raccoglie storie ed emozioni, personaggi e vite e che testimonia di una Napoli vibrante, chiassosa, pettegola, materna e crudele insieme.
In questo luogo c’è un osservatore attento, preciso, empaticamente coinvolto che raccoglie storie di vita e di “presenze” per raccontarle agli altri non solo come narratore ma come testimone di un caleidoscopio di sentimenti e situazioni che travalicano gli stessi personaggi e le stesse storie e diventano qualcuno di universale dove chiunque può riconoscersi e sentirsi coinvolto in un macrocosmo di fragilità, affermazione, iato e lotta di sopravvivenza.
Pizzofalcone è “il luogo”.
Alfa e Omega di intrecci infinite e di infinite storie.
È panacea di narrazione e racconto.
È qui che De Giovanni si immerge e respira, prima come essere umano partecipe e identificato con uomini e vite e poi come narratore. Qui, si muove come se attraversasse gli infiniti antri del suo cuore e della sua anima per scrutare cosa succede ai suoi simili, agli esseri umani che abitano Pizzofalcone, che siano essi sbirri, vittime, carnefici o semplici “danni collaterali” di scelte sbagliate, di errori letali.
Pizzofalcone come pietra angolare. Insostituibile, Imprescindibile. Necessaria.
Stella polare di una serie che nel corso del tempo ha cambiato protagonisti e attori narrativi, storie e pelle ma mai location, perché De Giovanni non ha mai considerato Pizzofalcone una località ma una musa.
La “sua” musa.
Le storie e i personaggi possono andarsene o ritornare.
Non ha importanza.
Quello che conta è il Luogo dove farli ritornare, vivere, operare, gioire o morire.
E poi c’è la Poesia, quella del grande narratore e affabulatore che non ha bisogno di azione serrata o adrenalina esasperata per imbastire un giallo classico di grande architettura narrativa. L’omicidio, le indagini, il movente sono arte del raccontare; arte sofisticata ed emozionale, dove chi legge partecipa e sente proprio come se fosse personalmente chiamato in causa.
Per tutte queste cose Figli Per i bastardi di Pizzofalcone è Luogo e Poesia e De Giovanni si conferma il più perfetto “giallista dell’anima” che abbiamo in Italia.
TRAMA
È una calda notte di luglio quando in via Egiziaca a Pizzofalcone un’automobile investe Francesco Cascetta e scompare. Nessuno ha visto niente, non ci sono telecamere che aiutino a capire cosa è successo. Un’anziana insonne ha sentito un tonfo, si è affacciata al balcone e ha notato il corpo, tutto qui. È un mistero anche il motivo per cui l’uomo – noto medico patologo – si trovasse in quella zona a un’ora tanto tarda. Ma è subito chiaro che a uccidere Cascetta non è stato un pirata della strada: qualcuno lo voleva morto. Scoprire il colpevole sarà compito dei Bastardi, la più sgangherata e abile squadra di poliziotti della città. Le pressioni, al solito, non mancano. Se da un lato il loro lavoro è sempre sotto esame da parte dei superiori, dall’altro la loro vita privata non smette mai di complicarsi.