PERDERSI E RITROVARSI NELLE STRADE BUIE DELL’EAST END
di BARBARA MONTEVERDI
I Charlotte’s Buildings su cui si apre questo romanzo sono modellati sui Katharine Buildings, case popolari inaugurate nel 1885 nell’East End londinese: circa seicento alloggi con cucine e servizi igienici condivisi. L’autrice ebbe occasione di risiedere, in qualità di osservatrice, in una di queste abitazioni, così tutto ciò che viene descritto nel romanzo è tratto dalla sua esperienza diretta e il tono della narrazione è sempre strettamente realistico.
Donna impegnata politicamente e costantemente schierata al fianco del proletariato, Harkness cerca di non scivolare in toni patetici o di facile commozione, essendo il suo scopo quello della denuncia sociale affinché si conquistino migliorie materiali e di crescita umana.
Come si può dedurre da quel che è stato detto fin qui, la scrittura di questa autrice è asciutta, incisiva e sintetica (come si nota anche nel finale, piuttosto brusco), il che deve aver complicato non poco il lavoro della traduttrice. Infatti, in una nota alla fine del libro, vengono esposte le difficoltà incontrate nel riportare in italiano modi di dire o espressioni idiomatiche di fine ‘800, che racchiudono significati concreti e allusioni ironiche al tempo stesso. Va da sé che il risultato è più che soddisfacente: la voce dell’autrice graffia e blandisce nei tempi e modi che ci si aspettano da una scrittrice tenuta in grande considerazione da Engels che riteneva il suo Una ragazza di città una piccola opera d’arte, e le numerose note a piè pagina aiutano il lettore a farsi un quadro completo, linguistico e sociale, dell’epoca.
La protagonista di questo romanzo è Nelly, giovane donna proletaria, indaffaratissima a sbarcare il lunario per tutta la famiglia, ma con il “sol dell’avvenire” in fronte: fatica, non si abbatte e sogna. Quando la incontriamo sta fantasticando sul colore di una piuma da porre sul cappellino domenicale, per sembrare una vera signora almeno per un giorno.
Nelly non fece caso a nulla e nessuno; non guardava né a destra né a sinistra, ma camminava spedita verso il mercato. La sua mente era tutta assorbita dal pensiero che avrebbe comprato una nuova piuma per decorare il suo cappello della domenica. L’avrebbe presa rossa o blu? Il blu le stava meglio, ma il rosso era più alla moda. La ragazza aveva un’unica ambizione in fatto di abbigliamento: indossare qualcosa che avesse “stile”.
Le piccole vanità di Nelly verranno soffocate dalla durezza di una vita di fatiche che non lascia tregua e presto il tono del racconto si fa più cupo e toccante nella descrizione di un’esistenza che riporta inevitabilmente al Dickens di Tempi difficili. Rispetto a questo, però, possiamo notare come lo sguardo di Margaret Harkness non abbandoni mai la sua protagonista – rappresentante non solo di una categoria sociale ma del mondo femminile tutto – e le cucia addosso un pudore, una delicatezza di sentimenti che non la fanno cadere nella bruta desolazione mentale di chi perde tutto, anche la dignità.
Una ragazza di città è un romanzo che scava nel sociale e smaschera le molte ipocrisie della borghesia benestante, che spesso tenta di lavarsi la coscienza con opere di bene pelose, mentre il povero, il disagiato raccatta le briciole che gli piovono dall’alto senza trarne nessun vero beneficio.
Mai come in questo libro sentiamo la necessità di offrire cultura a tutti, perché tutti possano crearsi un’armatura mentale per affrontare il mondo, per prendere decisioni ponderate, per vivere e non sopravvivere.
Argomento scottante ai tempi dell’autrice e, purtroppo, ancora valido e graffiante ai giorni nostri.
TRAMA
Margaret Harkness dipinge un affresco spietato della Londra industriale, dove l’abisso tra ricchi e poveri appare invalicabile. Con realismo e compassione, Una ragazza di città racconta le disuguaglianze sociali attraverso il destino di una giovane donna che osa sognare oltre le barriere di classe. Londra, 1887. Nelly Ambrose vive nei sovraffollati Palazzi Popolari di Whitechapel, dove lavora come cucitrice. Bella e ambiziosa, sogna di sfuggire alla miseria dell’East End. Fidanzata con George – un ex soldato determinato a migliorare la sua posizione sociale prima di sposarla – Nelly viene attratta da Arthur Grant, un gentiluomo del West End. Tra i due nasce una relazione che porterà Nelly alla maternità e alla rovina sociale. Abbandonata dal fidanzato, la ragazza trova rifugio presso una rappresentante dell’Esercito della Salvezza. Ma quando il bambino si ammala, Nelly dovrà confrontarsi con la tragica fragilità della vita nell’East End vittoriano.