Omicidio a Villapedrosa

Omicidio a Villapedrosa

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Published: 22/07/2026

Format: Brossura

ISBN: 9788830155374

UNO SGUARDO ATTENTO, E INNAMORATO, DENTRO AL CUORE DELLA SARDEGNA

di BARBARA MONTEVERDI

In un giorno di metà aprile hanno ucciso Antonio Maria Monni; tre fucilate e il corpo è rimasto lì, a due passi dal vecchio fuoristrada, in aperta campagna.

In quel giorno di metà aprile, la giornalista Alessandra Lombardi, di stanza a Roma, si trova a Cagliari per lavoro e non ha nessuna voglia di mettere le mani su un omicidio sardo: lei è sarda per parte di madre e sa in che ginepraio si potrebbe infilare. Le cose, poi, vanno in un altro modo e i rovi che la graffiano saranno diversi e inaspettati, ma così è la vita.

Flavio Soriga è uno scrittore sardo (è sempre saggio scrivere di ciò che si conosce bene), prolifico, intelligente, con una punta di ironia graffiante e qualche esperienza del mondo televisivo. Nel suo ultimo romanzo tutto questo si sente, si tocca e ce lo rende assai gustoso.

La prima cosa che colpisce, al di là della trama, è la scrittura circolare come un falco che si avvicina alla preda, osserva la stessa scena da punti di vista differenti prima di calare gli artigli sulla vittima che – in questo caso – siamo noi lettori, presi alla sprovvista dal cambio di direzione. Come quando, in attesa di tuffarci insieme alla giornalista nel delitto che sappiamo essere accaduto, ma lei ancora no, ecco che ci distrae con citazioni – e suggerimenti – letterari del tutto inaspettati.

Avevo portato con me un libro di Elisabeth Strout, ma all’improvviso ho avuto voglia di leggere qualcosa che mi parlasse ancora di palme e fichi d’India, di ricordi d’adolescenza, pastori vestiti di velluto, ricotta appena fatta, miele e corbezzoli, mandorle e vigne (…). Ho comprato un romanzo di Giulio Angioni “La casa della palma”, e ho pensato che un libro così novecentesco meritava di essere letto in una pizzeria del secolo scorso, un locale senza chef e senza piatti gourmet.

Non abbiate dubbi, appena terminata questa recensione, esco e vado ad acquistare il libro di Angioni: mi fido del consiglio dell’autore e, poi, non resisto alle tentazioni.

E in questo libro, di tentazioni ce ne sono molte: descrizioni di marine ancora prive di turisti, l’acqua scintillante, le spiagge quasi deserte, paesini che sembrano presepi (e pazienza se, alla fine, il san Giuseppe di turno risulta essere uno spietato esecutore di antiche faide mai sopite) insomma, Soriga mi mette una gran voglia di tornare in Sardegna, magari fuori stagione.

Però, l’autore non si limita a questo facile quadretto paesaggistico e ci parla anche dei problemi sociali creati da un’economia basata quasi esclusivamente sul turismo, che ti porta a lavorare come un pazzo per tutta la stagione estiva e vivere nel deserto (umano, psicologico e occupazionale) durante l’inverno; le battaglie pro e contro le pale eoliche – ottime, per carità, ma il territorio dell’isola è già occupato in gran parte da zone militari che inibiscono l’accesso a estensioni notevoli di terreno e le pale eoliche, con gli impianti per l’energia solare, aggravano una situazione già delicata- e tutti i problemi economici, logistici, culturali che in quest’isola paiono diventare solidi come le pietre dei Nuraghi.

Flavio Soriga ha una bella scrittura, riesce a dare voce alle “sue” donne con estrema naturalezza (conosce bene, evidentemente, la nostra complessa struttura mentale. Bravo, non è da tutti) e, fondamentalmente, ci porta in giro in questa storia senza nessuna fretta, lasciando quasi a piè di pagina la soluzione del delitto da cui ha preso l’avvio il racconto. Nel frattempo, abbiamo conosciuto la  voce narrante, Alessandra, e l’amara ma candida Denise; adesso ci sentiamo un po’ meno distanti dalla Sardegna e dai suoi abitanti – sempre riservatissimi e misteriosi anche se si frequenta la loro terra da un po’ – , ma anche più sensibili e tolleranti nei confronti del prossimo.

Miracoli di una scrittura che regala molto di più di quel che ci vuol far credere. Pudore, orgoglio sardo.

TRAMA

L’omicidio di Antonio Maria Monni, quarant’anni, marito della barista di Villapedrosa, un paese come tanti della costa ovest della Sardegna che d’estate si dilatano e d’inverno si restringono, è apparentemente inspiegabile. A indagare è Martino Crissanti, ufficiale dei carabinieri e antropologo mancato, ma a raccontarci questa storia è Alessandra Lombardi, giornalista quarantenne romana che in Sardegna torna ogni tanto per ragioni di famiglia e sì, anche per Martino. Amici, amanti, complici, condividono il disincanto, l’amore per un’isola attraente d’estate e non facile da vivere il resto dell’anno, la curiosità per i misteri dell’animo umano, anche quelli che portano ai delitti, in solitario oppure organizzati, e alle azioni della malavita armata di kalashnikov. E proprio Alessandra raccoglie i fili dell’indagine che Crissanti, riflessivo e paziente, non abbandona anche quando sembra non arrivare a nessuna certezza. E queste due solitudini vicine raccontano a loro volta la fatica di capirsi, trovarsi, intendersi.

 

 

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