TORTE E DOLCEZZE TRA UN OMICIDIO E L’ALTRO
di BARBARA MONTEVERDI
Seconda avventura di Annemie Engel, matura pasticciera dalle mani d’oro che ha il vizietto di inciampare qua e là in qualche cadavere inopportuno. Le accade anche stavolta, mentre cerca di godersi la prima vera vacanza della sua vita nell’amena località di mare dall’improbabile nome di Bad Nordersielergroden.
Il morto che le si materializza davanti è nientemeno che l’amatissimo cantante Peter Juwel del quale avrebbe tanto desiderato godersi il recital in programma quella sera stessa.
Solo che il corpo sembra aver ripreso vita e quando Annemie porta la polizia sul luogo dell’infelice ritrovamento, non c’è nulla da mostrare. Che l’età cominci a fare brutti scherzi alla protagonista?
La storia si ingarbuglia, perché il giorno seguente Peter Juwel – dopo aver partecipato vivo sano e vegeto a un applaudito recital – viene trovato cadavere, sempre dalla nostra Annemie, e questa volta le autorità devono prenderne atto: morto stecchito e con il disco d’oro, appena ricevuto come riconoscimento dei suoi meriti canori, piantato saldamente in gola. Non un bello spettacolo.
Il tono di Elke Pistor è sempre sbarazzino e la sua fantasia è un vulcano di invenzioni, così la protagonista di questo giallo soft ma intrigante trova amici e un’occupazione che le si confà, in attesa del termine dell’inchiesta. La vacanza si trasforma in indagine personalissima, mentre aiuta la proprietaria del bed and breakfast dove alloggia a sfornare torte e dolcezze varie.
Come accade di norma, però, nulla è perfetto. Alcune soluzioni dell’intreccio giallo non risultano nuovissime, ma complicano quanto basta la vicenda e sono, perciò, funzionali alla trama. Invece, le azioni/reazioni della pur simpatica protagonista risultano a volte poco giustificabili (per non contravvenire a una promessa di segretezza, per esempio, mette bruscamente in pericolo il suo nascente legame con un coetaneo affettuoso e solidale, senza farsi molti problemi, per poi ripensarci altrettanto repentinamente).
Per completare il quadro, l’autrice non si sofferma a cesellare la psicologia dei personaggi, tutti piuttosto abbozzati, privilegiando senza dubbio lo svolgimento della vicenda; un po’ come nei telefilm dell’ispettore Barnaby o altre serie poliziesche piacevoli, ma di puro svago.
Se il lettore cerca questo tipo di intrattenimento, i romanzi di Elke Pistor sono perfetti perché risultano gradevoli, spiritosi e divertenti, oltre che ”golosi”: al termine della storia, l’autrice ha pensato bene di aggiungere le ricette dei numerosi dolci descritti nella trama e questo, secondo me, è il vero delitto presente nel libro, perché hanno l’aria talmente succulenta da far crollare qualsiasi decisione di dieta o progetto di alimentazione equilibrata e priva di eccessi.
Vi ho avvisati: Annemie Engel è una mina vagante.
TRAMA
Annemie Engel se l’era immaginata un po’ diversa, la sua prima vacanza: più mare e sicuramente meno morti. In particolare, si era pregustata il concerto della popstar Peter Juwel, ma non è passato neanche un giorno da quando è arrivata che già inciampa nel suo cadavere. La vacanza sembra rovinata. La sera stessa, però, il cantante appare sul palco, vivo e vegeto. Qualcosa non quadra! E quando la mattina dopo Peter Juwel viene ritrovato di nuovo stecchito, la Miss Marple dei pasticcieri rimane coinvolta in un caso di omicidio più in fretta di quanto un impasto raggiunga la lievitazione.