SICILIA BEDDA…E PERICOLOSA
di ANTONIA DEL SAMBRO
L’ultima fatica letteraria di Cristina Cassar Scalia è una lettura più che piacevole con lo stile preciso, ritmato e coinvolgente a cui siamo abituati da sempre, con una struttura narrativa che anche se in alcune pagine sembra un po’ stanca, regge benissimo l’attenzione del lettore.
Il soggetto è di grande respiro e di una certa aulicità che ricorda nelle descrizioni e nelle location certa narrativa verista propria delle isole italiane.
Anche in questa nuova indagine di Vanina c’è sempre una Sicilia brillante e intimista, sempre a filo tra quella che è la terra dei suoi abitanti e quella di chi vi arriva per vacanza e diletto.
La Sicilia dei suoi cibi caratteristici e tradizionali come il latte di mandarla che finisce per diventare nella trama di questo romanzo il mezzo e lo strumento per ammazzare quasi dieci persone su un panfilo alla deriva delle coste di Siracusa.
In realtà la bevanda è stata compromessa da un potente veleno e le indagini si presentano più complicate che mai.
A reggere la storia e la suspense, a parte il già riconosciuto stile autoriale, il riuscitissimo e amatissimo personaggio feticcio della Cassar Scalia, Vanina Guarrasi, che non perde la sua patina adusa e che rimane, anche in questa difficoltosa indagine, il deus ex machina per accentrare protagonisti minori, spalle letterarie e azioni narrative vere e proprie.
Ma c’è una certa stanchezza di fondo difficile da interpretare e che solo i lettori storici della serie di Vanina Guarrasi percepiscono e subiscono. Giusto un’ombra. Una nota dodecafonica che si perdere nella perfezione del tutto.
Mandorla amara rimane comunque un giallo di livello alto, godibile e ben scritto…un giallo di quelli che si attendendolo e che vanno di filato in classifica …come è giusto che sia.
TRAMA
È una calda mattina di luglio quando l’avvocata Maria Giulia De Rosa e il medico legale Adriano Calí, usciti per una gita in mare, ascoltano alla radio un avviso della capitaneria di porto: nelle acque in cui stanno navigando c’è una grossa imbarcazione che potrebbe trovarsi in difficoltà. Il loro tentativo di soccorso si rivela però inutile, a bordo di quello che è un vero e proprio panfilo sono tutti morti. Calí, con la sua esperienza, ci mette poco a capire che a uccidere quelle persone è stata una dose di cianuro, forse mescolata a del latte di mandorla. E chiama subito l’amica vicequestore. Vanina, che si era allontanata per qualche giorno, rientra immediatamente nel capoluogo etneo per immergersi in un’indagine serratissima. Com’è ovvio, non le mancherà il sostegno del commissario in pensione Biagio Patanè. L’anziano poliziotto stavolta potrà aiutarla solo per telefono: si trova a Palermo accanto all’amata moglie Angelina, che ha appena subito un delicato intervento al cuore.