Guida pettegola al teatro francese del Settecento

Guida pettegola al teatro francese del Settecento

Genere:
Editore:

Published: 27/11/2014

Format: Brossura

ISBN: 9788838932618

LA PERFIDIA È UN’ARTE SOPRAFFINA

di BARBARA MONTEVERDI

Una vera chicca, questo libro, sia per il contenuto che per l’aspetto fisico, visto che all’interno dell’elegante volume troviamo riproduzioni a colori di quadri settecenteschi che sottolineano anche visivamente l’atmosfera dell’epoca, e del tono dell’autrice che ci narra con sapiente leggerezza (e una quantità incredibile di approfondimenti sociologici) un’epoca ricchissima di elegante e allegra ferocia.

Molti si chiederanno se aneddoti, ricordi e pettegolezzi corrispondano alla realtà storica (…)Ma veri o inventati che siano, essi rendono come nessun’altra fonte storicamente attendibile l’atmosfera e la mentalità diffusa a Parigi nel Settecento, una città dove “i vizi non hanno importanza ma una figuraccia uccide.”

Questo è lo spirito con cui affrontare la lettura e, sicuramente, mi si confà, soprattutto quando inciampo in una frase (anonima, ma universale) che mi riporta all’allegra gioventù anni ‘70 del Novecento, per via dei corsi e ricorsi della Storia: In amore solo l’inizio è incantevole. Non c’è da stupirsi se ci si diverte a ricominciare spesso.

Ringraziamo gli antenati per averci dato la loro assoluzione previa.

Ma non solo di amori e amorazzi si parla in questo libro, in cui si trovano capitoli dedicati agli attori e al loro pubblico, agli avvocati e a tutto il mondo giudiziario, alla Chiesa – visto che molti religiosi furono figure di spicco nella cultura letteraria e scientifica di questo secolo – anche se neppure a questa istituzione viene risparmiata una dose di veleno:

L’abate Girard, morto nel 1748, scrisse il libro “Sinonimi” che gli aprì le porte dell’Accademia. Nella sua testa c’erano più parole che idee.

Perfidia pura, ma non rara nelle conversazioni dell’epoca.

L’unico appunto che non posso esimermi dal fare a questa pubblicazione frizzante è il fatto di aver suddiviso per argomenti gli aneddoti, che riuniti in un racconto più omogeneo avrebbero consentito al lettore di inquadrare meglio le varie personalità che tornano a singhiozzo nei brevi “quadretti” presenti nei capitoli (a volte son proprio delle miniature).

In ogni caso, anche grazie all’accurata (e acuminata) traduzione di questo testo, la lettura è di grande godimento e ci fa rimpiangere tempi non certo più tranquilli dei nostri, ma sicuramente molto più eleganti e stimolanti sotto l’aspetto intellettuale.

Non basta questo, ovviamente, a fare del ‘700 un’epoca invidiabile, ma prendere in prestito un po’ del perfido stile che aleggiava nei salotti d’allora, renderebbe più interessante e certo maggiormente digeribile la greve brutalità dei giorni attuali.

TRAMA

Il Settecento aborriva i toni saccenti e pomposi: e con una leggerezza volutamente settecentesca questo libro affronta di quel secolo la storia di attori, cantanti, ballerini e del loro pubblico. Con leggerezza e anche con una non velata nostalgia, per un’epoca spiritosa e fiduciosa come fu quella precedente la Rivoluzione. Protagonista è il deciso affermarsi di una figura il teatrante – fino a poco prima disprezzata e emarginata, colpita dall’anatema della chiesa e dalla repressione dell’ordine pubblico, poi a poco a poco emergente nelle cronache, nei salotti e nei luoghi che contano, sempre più ricca vezzeggiata e influente. Naturalmente, la presa dell’attrice e dell’attore sulla società avveniva anche sul piano frivolo: si era seguiti e ascoltati, oltre che per la bravura sul palcoscenico, per l’eccentricità giù dal palcoscenico, per la quantità e la qualità degli amanti, per il tenore della vita e delle spese, per l’ostentazione magnifica del capriccio, per la spregiudicatezza del libertinaggio, per la sottigliezza della battuta feroce. E quindi, il miglior punto d’osservazione della carriera del teatrante in società è quello del “che cosa dice la gente”, del pettegolezzo e della fama. Così il libro sceglie una serie di inquadrature provenienti dal gossip e dalle cronache dell’epoca: gazzette, fogli clandestini, pamphlet vietati, memorie segrete, relazioni, verbali di polizia, processi, epistolari che restituiscono al lettore la cosa più preziosa di un quadro d’ambiente storico: l’atmosfera.

Lascia un commento