LA VITA NON FA SCONTI
di BARBARA MONTEVERDI
Una banda di ragazzini del medesimo condominio accoglie nel gruppo Tommaso, appena trasferitosi coi genitori nell’appartamento sopra quello della voce narrante. Che prova un forte disagio di fronte al nuovo arrivato e, forse, con qualche ragione.
Mi girai verso Tommaso. Era intento a osservare fuori dalla finestra, probabilmente il centro sportivo che stava oltre la roggia o forse solo la pioggia che aveva iniziato a sgocciolare noiosa sui vetri. Fui assalito da un moto di tristezza pensando che quello era l’ultimo giorno di vacanze. E non sapevo ancora della scomparsa di Alessandra Riboli, e tutto ciò che avrebbe portato nelle nostre vite.
In effetti, non sarà un periodo felice per i ragazzi e neppure per gli abitanti del palazzo, ma cosa effettivamente accade viene narrato saltando avanti e indietro nel tempo. Di quarant’anni, mica poco.
Così, abbiamo l’occasione di rivedere gli attori di questo truce noir invecchiati e spesso non realizzati: acciacchi, malattie, rimorsi, dubbi pare si siano mangiati la meglio gioventù per lasciare spazio a maturi, o quasi anziani, esseri irrisolti.
Tra i quali spicca la figura di Elena Valdameri, ex compagna di bisbocce adolescenziali e ora poliziotta molto, ma molto, sopra le righe, che obbliga l’ex amico, co-protagonista e narratore, a un’indagine su ciò che è accaduto nei tempi remoti della loro giovinezza: solo lui, in quanto giornalista, pare possa portare avanti la ricerca della verità.
La trama è complessa, presto ci rendiamo conto che lo scarto tra passato e presente è aggravato da qualcosa di più di uno scompenso emotivo e mentale dei personaggi che poco a poco si affacciano alla vicenda; c’è uno scollamento che lascia perplesso il lettore, lo porta a pensare di non aver prestato la giusta attenzione alla storia, ma tutto si chiarisce nel finale, anche se qualche perplessità rimane.
Non posso approfondire gli accadimenti perché questo noir si basa tutto sulla psicologia fragilissima dei protagonisti e rischio di svelare il meccanismo piuttosto articolato della trama. Ma provo a rassicurare chi teme di essersi perso tra le pagine di questo romanzo: la confusione è voluta, il titolo è decisamente azzeccato, non siete voi ad avere perso la bussola.
O forse si?
Non c’è altra scelta, per capirlo, che addentrarsi nel labirinto oscuro creato per noi da Lorenzo Sartori.
TRAMA
Estate del 1984. Gianfranco è ancora un ragazzino quando Alessandra, una compagna di classe, sparisce senza lasciare traccia. Per il giovane e il suo gruppo di amici la scomparsa di Alessandra diventa un’ossessione, dando vita a una serie di eventi che porterà a un’ulteriore tragedia: Marco, un amico di Gianfranco, muore in quello che verrà subito archiviato come un incidente. Quarant’anni dopo, Gianfranco, ormai giornalista di cronaca nera, riceve un messaggio inquietante sul ritrovamento dei resti di un cadavere che potrebbe essere quello di Alessandra. A portare avanti le indagini è una donna ambigua ed enigmatica che si scoprirà sapere più di quanto dice. In una spirale paranoica in cui il passato si mescola al presente, Gianfranco non sa più cosa è reale e cosa non lo è, cosa è accaduto davvero e cosa no in quell’estate di tanti anni fa. In più, sua figlia Gaia ora è in pericolo proprio a causa dei fatti che lui credeva sepolti. Ma chi dice la verità e chi sta mentendo?