UNA AMMIREVOLE SETE DI GIUSTIZIA
di Mario Tocci
Un noir colto e intenso.
Che spalma enfasi sull’atmosfera anziché valorizzare freneticamente l’azione. Piacevolmente impregnato di dotti aforismi filosofici e profonde citazioni letterarie; nonché amabilmente infarcito di affascinanti e proiettive metafore.
Talvolta cruento, senza mai scadere nella bieca violenza fine a sé stessa.
Sempre stilizzato da una costante ricerca del particolare, così da catapultare il lettore nella stessa dimensione temporale e all’interno dei medesimi luoghi della narrazione.
E, quasi paradossalmente, con l’ulteriore pregio della fluttuabilità dell’ambientazione, seppure racchiusa nell’alveo di sparuti contesti atti a dissaldarsi in un grande e unico (anzi, unitario) scenario.
Sullo sfondo, s’intravede Napoli, al lume – originale e “inedito” – della storia dello sviluppo industriale (mai davvero sbocciato) della sua zona est, stroncato dalla tradita promessa della riconversione.
Il protagonista è un eroe silenzioso, pervaso e compulsato da una virtuosa ed ammirevole sete di giustizia, soddisfatta sempre e comunque benché in seno all’esercizio di mestieri profondamente diversi tra loro, quello del cronista on the road e l’altro del sorvegliante notturno.
Quest’ultimo non meno importante socialmente. D’altronde, nella parte finale, è davvero apprezzabile la lettera aperta che il medesimo main character – al di fuori dello story-telling e in una sorta di dialogo diretto, rievocativo dell’interlocuzione fra protagonisti e spettatori dell’antica commedia della letteratura latina – scrive all’ipotetico lettore, spiegandone la valenza sociale e negando, attraverso una beffarda e sarcastica litote, l’afferente qualità eroica.
L’indagine sottesa alla narrazione è pressoché solitaria, silenziosa, unilaterale; vieppiù condotta discrezionalmente, e responsabilmente, dal protagonista in parola; per mezzo della cui operatività l’autore attribuisce mirabilmente una traccia indiziaria a qualsivoglia elemento ictu oculi irrilevante.
Decisamente consigliabile.
Incoraggiante è il sottotitolo, chiaramente riferito a una prima avventura del nostro sorvegliante notturno: quindi, to be continued…?
MUSICA CONSIGLIATA
Il brano è autoreferenzialmente, ma altresì condivisibilmente, scelto direttamente dall’autore. Parliamo di “Libertango” del compositore argentino Astor Piazzolla. I contrasti dinamici intensi e l’interpretazione ritmica molto rigorosa (con le sue note legate e staccate) riflettono i continui mutamenti di atmosfera della narrazione.
CIBO SUGGERITO
Il cibo da accompagnare alla lettura non può che essere napoletano. Da proporre i mostaccioli: biscotti ricoperti di cioccolato e arricchiti con una miscela di spezie, dall’impasto composto di farina e zucchero nonché mandorle.
VINO INDICATO
Compatibile con i mostaccioli è il passito Melizie Fiano Doc 2017. Che si distingue per un colore giallo paglierino intenso, impreziosito da riflessi dorati. Al naso sprigiona un bouquet complesso di aromi, con note di tartufo bianco, datteri, fichi secchi, marmellata di albicocche, agrumi canditi, nocciole, caramello, miele e frutti esotici. Al palato, si presenta con una dolcezza delicata, dalla straordinaria intensità e dal perfetto equilibrio, vieppiù arricchiti da gradevoli sentori di frutta secca, marmellata e sottili sfumature balsamiche.
TRAMA
Ennio Carbone, 52 anni, laurea in filosofia e un passato da giornalista, oggi lavora come sorvegliante notturno, protetto dal silenzio e dalla solitudine. Durante un turno scopre tracce di sangue e un’identità cancellata in un magazzino abbandonato: un enigma che lo riporta, suo malgrado, alla ricerca della verità. Tra notti di guardia e indagini nascoste, archivi dimenticati e presenze fugaci, Ennio si ritrova al centro di un giallo colto e teso, in cui ogni dettaglio diventa indizio — e il mistero più profondo potrebbe essere quello della sua stessa vita.