Burattinai

Burattinai

Editore:

Published: 14/04/2026

Format: Brossura

ISBN: 9788831027069

DIFFICILE TAGLIARE I FILI DI CHI MANIPOLA LE VITE ALTRUI. MA NON IMPOSSIBILE

di BARBARA MONTEVERDI

Quando dentro si fa confusione e fuori sembra tutto uguale, io vado a cercare l’odore del pane. Lo faccio da sempre. Lo faccio perché il pane non discute: orienta. Con il crepitio della crosta che si apre, con il sibilo del vapore che scappa dalla mollica, con l’odore che ti conforta e sa di fatica e di festa insieme. Sa di quotidiano. Sa di casa.

E’ vero. Il pane io me lo faccio in casa da 35 anni ed è proprio così che lo vivo.

Potevo iniziare una lettura con viatico migliore? Che sia un giallo ambientato in una pianura immersa nella nebbia d’inverno e invasa dalle zanzare in estate, poco importa: c’è il profumo di pane caldo, tutto il resto sarà companatico all’altezza, ne sono certa.

Siamo a Ferrara, anno del Signore 2025 ed Emma Mastrangeli, dopo aver trascorso qualche anno in Inghilterra seguendo un programma internazionale di criminologia, è tornata a casa nelle vesti di commissaria, per dirigere un gruppo tutto femminile di agenti scelte. Sulle spalle porta ancora il peso della morte violenta di sua sorella, avvenuta anni prima, sulla quale la polizia non è mai riuscita a fare luce, e questo vulnus l’ha resa una persona ruvida, imprevedibile e testarda, oltre che solitaria. Quello che ci vuole per fare fronte al dileggio, neppure troppo celato, del lato “macho” della Questura che non riesce ad assorbire con naturalezza la comparsa di un gruppo tutto al femminile specializzato in reati sulle donne, presenti, passati e futuri.

Naturalmente, il presente si prende subito la scena con un ennesimo delitto che coinvolge persone piuttosto in vista nella città e in cui le donne hanno una decisa predominanza, vive o morte che siano. Emma è estremamente concentrata sul caso, che la riporta con lo spirito all’omicidio della sorella, e la presenza un po’ soffocante di Riccardo, eterno innamorato apparentemente molto maltrattato, la rende sempre più insofferente.

Emma salì le scale, infilando il sasso in tasca e facendo rimbombare di peso ogni passo, tanto era irritata. Alle sue spalle, Riccardo faceva due gradini e poi si fermava. “Emma mi vuoi dire cos’hai?” Poi riprendeva a salire. Quando infilò la chiave nella porta lei non aveva ancora risposto. Non aveva la forza di replicare. Anzi, non aveva la forza per replicare qualcosa che non avrebbe offeso Riccardo.

In effetti, il lato maschile di questo giallo è costituito da soggetti in gran parte carenti e l’idea che mi sono fatta, magari sbagliandomi in pieno ma la sensazione è quella, è che Giulia Scanavini abbia incontrato nella sua vita un bel numero di pesi morti e che se li stia scrollando di dosso con una scrittura che lascia poco all’immaginazione. Fa senz’altro bene: ne ammazza più la penna che la spada.

Ma per equità, devo aggiungere che anche alcune figure femminili lasciano il tempo che trovano e brillano per scorrettezza e ipocrisia, senza però riuscire a mettere in ombra l’altra metà del cielo.

Comunque, al grido di Siamo donne, siamo tante, incazzate tutte quante, il giallo si conclude in modo severamente inaspettato dopo averci dato parecchie emozioni, facendo nascere sospetti, dubbi, ipotesi a ogni piè sospinto e regalandoci una lettura appassionante e sapiente.

E pure qualche riflessione su come il mondo femminile, così sfaccettato, abbia in comune la spinta alla cura, degli altri, di sé, del mondo intero e quanto senta la frustrazione quando non ne viene a capo. Penso sia il nostro punto debole, rispetto agli uomini: non riuscire ad essere egoiste ogni tanto, senza sentirsi profondamente in colpa. Però, a ben pensarci è una bella debolezza, direi che possiamo andarne fiere nonostante la fatica.

Insomma, questo libro non è solo un racconto appassionante, è anche un viaggio dentro di noi e può insegnarci qualcosa, se prestiamo la dovuta attenzione a quel che l’autrice ci comunica sottotraccia. Non posso che augurarvi una buona, proficua, lettura.

TRAMA

Le chiamano le Lavandaie perché un tempo, nello stabile che oggi ospita la loro centrale operativa, le suore lavavano la lana. Ora, quelle sei poliziotte puliscono lo sporco della società, riportando a galla ciò che tutti preferirebbero rimanesse sommerso. Squadra Speciale F è il loro nome ufficiale. F come Ferrara, la città in cui l’unità investigativa è stata creata. F come femminicidio, il tipo di reato su cui indagano. A guidarla sul campo è la commissaria Emma Mastrangeli, una donna autoironica, allergica ai compromessi, determinata a scoprire la verità sulla morte della sorella, ufficialmente un cold case. Accanto a lei, un gruppo fuori da ogni cliché: Miranda, Viola, Nausica, Lila, Febe, donne diversissime, con competenze e ferite personali, capaci di affrontare la violenza di genere con uno sguardo nuovo, ostinato, scomodo. Il loro primo caso è l’omicidio di Marina Palazzi, proprietaria di un’osteria del centro, trovata senza vita in una scena che sembra raccontare una rapina finita male. Ma l’inchiesta porta le Lavandaie a scrutare oltre le apparenze, tra relazioni opache, segreti familiari e dinamiche di potere invisibili, anche tra le forze di polizia. E mentre la squadra scaverà nel male che la circonda, i demoni del passato di Emma torneranno a chiederle ascolto.

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