Radici - Il cammino di Vavilov

Radici - Il cammino di Vavilov

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Published: 9/03/2026

Format: Brossura

ISBN: 9788833521954

SEMI E FUTURO NEL ROMANZO DI ESORDIO DI SIMONA DUCI

di IRENE TORRE

In un futuro non troppo distante, nel 2045, la Terra è ormai al limite. L’umanità ha compromesso il proprio equilibrio con l’ambiente e il pianeta mostra le ferite di una lunga incuria. In questo scenario distopico, ma inquietantemente plausibile, sopravvive una fragile speranza: la cupola di Sefirat, un santuario artificiale creato per custodire la biodiversità, voluto dal Signor North, ex capitano di marina diventato botanico. Ma anche questo ultimo rifugio inizia a mostrare segni di cedimento. Più che un rifugio stabile, sembra una soluzione temporanea.

È proprio in questo momento di crisi che North scopre l’esistenza del Diario di Vavilov, un manoscritto che si credeva perduto in un incendio e che invece potrebbe contenere una chiave decisiva per il futuro: la traccia dei semi più resistenti mai studiati, capaci di restituire alla Terra una possibilità di rinascita.

«Il tempo stringe. Il pianeta è al limite, le riserve alimentari sempre più scarse. Se gli alberi esistono davvero, rappresentano la speranza che il mondo sta cercando»

Il romanzo intreccia così finzione e storia reale, riportando alla luce la figura di Nikolaj Ivanovič Vavilov, scienziato russo dei primi del Novecento della biodiversità. Vavilov aveva intuito, con straordinario anticipo sui tempi, quanto la sopravvivenza dell’uomo fosse indissolubilmente legata a quella delle piante, dedicando la propria vita alla ricerca di varietà vegetali in grado di resistere a siccità, freddo e malattie. Il geniale scienziato però non fu compreso dal regime stalinista e morì nei gulag sovietici nel 1943, lasciando un’eredità scientifica che oggi rischia di essere dimenticata.

Su questo impianto storico si innesta la parte avventurosa del romanzo, che si apre in un viaggio che da Brescia conduce fino alle montagne del Kirghizistan. Qui il Capitano North non è solo: al suo fianco si uniscono Vera, giornalista d’inchiesta, Viktor il pilota e Marco, l’hacker. Insieme attraversano steppe e territori remoti, sospesi tra natura e conflitto, nel tentativo di sottrarre semi preziosi agli interessi di una multinazionale, con l’aiuto delle popolazioni nomadi che ancora abitano quei luoghi antichi e resistenti.

Simona Duci, giornalista e documentarista, esordisce qui nella narrativa. La sua esperienza diretta in Kirghizistan con il Progetto Eden si sente, soprattutto nella precisione delle descrizioni e nella solidità del contesto scientifico.

Il romanzo resta così a metà tra più generi: distopico, avventura, divulgazione. E forse questa è anche la sua caratteristica principale. Ne è nata una storia che trascina il lettore in un viaggio avventuroso, ma che allo stesso tempo fa riflettere sull’importanza delle piante per la sopravvivenza della nostra specie. È un libro consigliato a chi ama le storie capaci di unire ritmo e riflessione, esplorazione e consapevolezza, e a chi si interroga sul destino del nostro pianeta e sulla necessità di preservarne la fragile biodiversità.

TRAMA

In un mondo sull’orlo del collasso, dove la natura lotta per sopravvivere e l’umanità è divorata dalla sua stessa avidità, un gruppo di esploratori intraprende una missione impossibile. Tra terre selvagge e città blindate, segreti millenari e scoperte rivoluzionarie, il loro viaggio li porterà a confrontarsi con il potere oscuro di un uomo che vuole piegare il destino del pianeta al proprio volere. Ma i semi di una speranza antica, custoditi da alberi leggendari, potrebbero riscrivere il futuro. Una storia di coraggio, mistero e redenzione, dove ogni passo è una sfida e ogni scelta può cambiare il corso della storia. “Radici. Il cammino di Vavilov” è un romanzo che intreccia scienza, avventura e magia, conducendo il lettore in un viaggio indimenticabile verso l’ignoto.

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