PIACERE, SCIPIONE MACCHIAVELLI
di ANTONIA DEL SAMBRO
C’è un momento nell’attività artistica di chi scrive in cui si sente il disperato bisogno di creare qualcosa di nuovo: una nuova location, una nuova storia, un nuovo protagonista.
È un moto interiore che sublima e affina l’evento creativo e che quasi mai ha a che fare con le doti reali di narrazione o di scrittura. È, invece, quel momento artistico in cui un personaggio va a bussare sulla spalla di chi scrive e si palesa in ogni sua sfumatura fisica e caratteriale; parla a chi scrive e si racconta. Ed è perfettamente inutile ignorarlo o, peggio, lasciarlo in un angolo in attesa che si finisca di fare altre cose.
Non funziona così. E chi scrive lo sa da sempre.
I nuovi personaggi esigono attenzione e considerazione. Esigono nuove storie e perfino nuovi lettori.
Cristina Cassar Scalia non ha mutato nulla del suo essere narratrice di belle storie. Non è diventata più brava o più convincente. Non è diventata neppure “meno” siciliana. Ha semplicemente capito che a Scipione Macchiavelli, che continuava a parlarle all’orecchio e a batterle sulla spalla, bisognava dare vita e voce.
Delitto di benvenuto è il romanzo di Scipione Macchiavelli. È di lui, infatti, che si devono innamorare i lettori. Della sua crescita emotiva e umana che lo porta a comprendere che le sue doti di commissario e investigatore che lui teneva sopite nella raggiante Roma della dolce vita sono invece più attive e presenti che mai nell’afosa Sicilia barocca degli anni Sessanta.
C’è un delitto e una indagine come suggerisce brillantemente il titolo del libro ma c’è anche un nuovo viaggio nelle meraviglie e nei chiaroscuri dell’assolato sud con descrizioni e itinerari che la Cassar Scalia riporta in pennellate di grande veridicità. E ci sono nuovi e vibranti personaggi che si impongono già da questa prima avventura di Scipione Macchiavelli come il perfetto controcanto a un uomo che scopre la sua vera natura di poliziotto operando, finalmente, sul campo.
Dialoghi perfetti e un ritmo che sembra una partitura musicale fanno il resto.
Cristina Cassar Scalia ha gettato il suo amo più luccicante.
L’allure della novità è in ogni pagina del libro.
Il lettore è già perdutamente innamorato.
TRAMA
Dalla Roma della «dolce vita» alla quieta provincia siciliana degli anni Sessanta, un salto che il commissario Scipione Macchiavelli avrebbe evitato volentieri. Ma il trasferimento è stato imposto dall’alto, e lui sa bene il perché. Peccato non abbia nemmeno il tempo di ambientarsi: subito si trova per le mani una vicenda intricata, che lo mette alla prova come mai era successo. Dicembre 1964. Scipione Macchiavelli, giovane funzionario di Pubblica sicurezza, viene trasferito dal commissariato romano «Via Veneto» a Noto, in Sicilia. Ad accoglierlo, oltre a un ambiente per lui quantomeno inusuale, c’è un’indagine assai più complessa di quelle a cui era abituato. Nella capitale ha avuto a che fare con casi non troppo impegnativi; appena arrivato nell’estremo Sud della penisola gli tocca occuparsi della misteriosa scomparsa di un notabile del luogo. Per fortuna può contare su una squadra di ottimi elementi, come il maresciallo Calogero Catalano e il brigadiere Francesco Mantuso. E sull’intuito di un’affascinante farmacista, Giulia Marineo, che raccoglie le confidenze dell’intera città e dalla quale Scipione è attratto sin dal primo momento.
Delitto di benvenuto
PIACERE, SCIPIONE MACCHIAVELLI di ANTONIA DEL SAMBRO C’è un momento nell’attività artistica di chi scrive in cui si sente il disperato bisogno di creare qualcosa di nuovo: una nuova location, ...