L'inverno della levatrice

L'inverno della levatrice

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Published: 24/02/2026

Format: Brossura

ISBN: 9788854533387

MARTHA BALLARD: TRA GHIACCIO, SEGRETI E MEMORIA

di IRENE TORRE

Nel gelo del “lungo inverno” del 1789, a Hallowell nel Maine, prende vita questo avvincente romanzo ispirato alla vita di Martha Ballard, levatrice di fine Settecento e tenace diarista in un’epoca nella quale una donna che scriveva di sé era un’eccezione.

Nel fiume ghiacciato viene rinvenuto il corpo di Joshua Burgess: percosso, impiccato e abbandonato tra i ghiacci. Non sono in molti a dispiacersi per la sua morte: Burgess era noto per la sua brutalità e per le molestie rivolte alle donne del villaggio, ed era stato accusato di stupro da una di esse.

La narrazione si sviluppa lungo due direttrici intrecciate: da un lato l’indagine sull’omicidio, dall’altro il processo che, in un sistema giudiziario ancora fragile e profondamente sbilanciato, vede una donna accusare di stupro non solo Burgess, ma anche il suo influente amico, il colonnello Joseph North, giudice del distretto, figura arrogante e compiaciuta del proprio potere.

Martha si trova, quasi inevitabilmente, coinvolta in queste vicende. In qualità di levatrice è custode dei corpi e dei segreti delle donne del villaggio, testimone delle loro ferite visibili e invisibili. Parallelamente, sostiene il peso di una famiglia numerosa costruita con fatica insieme all’adorato marito Ephraim: figlie prossime al matrimonio, figli inquieti, una quotidianità semplice e solida.

Sul suo cammino compare più volte una volpe argentata, creatura rara e simbolica, presenza che sembra emergere nei momenti di incertezza e la collega in qualche modo al mondo indigeno, che rimane sempre sullo sfondo.

L’ambientazione costituisce uno degli elementi più riusciti del romanzo: il villaggio quasi soffocato dalla neve, dove paura, pettegolezzi e potere modellano i comportamenti della comunità. La dimensione investigativa si intreccia pagina dopo pagina a una riflessione più ampia su giustizia, memoria e voce femminile.

Martha è una figura complessa e profondamente umana: donna forte e rispettata, ma non infallibile, capace di dubitare e di affidarsi, quando necessario, alla saggezza arcaica di una guaritrice, chiamata “donna-medicina”, custode di un sapere alternativo e ancestrale. Meno sfaccettate sono le figure antagoniste, che incarnano più nettamente il volto duro di una società patriarcale e diffidente, pronta a screditare, controllare e mettere a tacere ciò che non si conforma alla loro visione .

La scrittura di Ariel Lawhon è limpida e scorrevole, ma capace di mantenere costante la tensione narrativa. L’accuratezza storica viene talvolta allentata in alcuni dialoghi, ma il romanzo si impone soprattutto come riflessione sulla memoria e sul coraggio di lasciare traccia.

Un romanzo che piacerà sicuramente agli amanti del giallo storico, ma anche a chi apprezza protagoniste forti e difficili da dimenticare, anche secoli dopo.

TRAMA

Maine, villaggio di Hallowell, una notte d’inverno del 1789. Il fiume Kennebec è quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni che tagliano come cristallo. Prima di chiudersi nella loro gelida prigione, le acque restituiscono il corpo di Joshua Burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito. A esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata Martha Ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura. E il corpo di Joshua Burgess parla, e dice che la morte non è arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato Burgess, prima di gettarlo nel Kennebec. Anche se poi il dottore, dall’alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: è stato un incidente. Burgess, tuttavia, non può essere morto per una banale imprudenza. Oltre a Martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l’oltraggiosa violenza ai danni della giovane Rebecca. Martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l’aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perché non vadano perduti, perché le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie. Comincia così un’estenuante ricerca della verità per la levatrice Martha Ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una società che non intende ascoltarle. Con una prosa tesa e delicata, Ariel Lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la giustizia. Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi.

Traduttore: Massimo Ortelio

 

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