La pazienza del diavolo

La pazienza del diavolo

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Published: 29/04/2025

Format: brossura

ISBN: 9788831021760

LA FRANCIA COME PARADIGMA DELLA SOCIETA’ DEL MALE

di ANTONIA DEL SAMBRO

C’è una società malata, specchio e diapositiva di una umanità corrotta, fragile e cattiva.

In questo “nuovo mondo” dove è possibile trattare i propri simili come vuoti a perdere e involucri da svuotare, si muovono figure estreme in una guerra senza confini e senza tregua tra il Bene e il Male.

Chattam, esattamente come per il romanzo precedente della serie parte da un assunto tanto veritiero quanto spaventoso: la mancanza genera mostri e spalanca le porte degli inferi.

Nel corso dell’evoluzione l’essere umano è passato dall’accettazione della propria condizione e di una sopravvivenza contemplante la lotta o la rassegnazione a un principio universale di punizione.

E così, se si hanno mancanze, perdite personali, fallimenti sociali, fragilità psichiche ed emotive si puniscono gli altri.

La società matrigna e crudele.

È la società, e quindi gli altri, a impersonificare le proprie rovine e il proprio status. Non più la natura o l’ordine universale, ma esseri umani e persone esattamente simili a sé.

Quando la società spinge su un tale rovesciamento ideale chi lotta per il Bene e la giustizia quasi non ha scampo perché il Male si ritrova con le porte del mondo spalancate e un humus sociale pronto per essere utilizzato come strumento di morte e distruzione. Ed è questo che capita alla protagonista di questa storia, il tenente della gendarmeria francese Ludivine Vancker.

I giornalisti avevano fatto in fretta a individuare Ludivine Vancker, già impegnata nell’incredibile caccia al gruppo ‘*e’ che aveva imperversato in diversi paesi un anno e mezzo prima, e che per questo si era vista affibbiare sciocchi soprannomi come ‘la predatrice dei killer’ o la ‘predatrice dei predatori.

Ecco, Ludivine Vancker rappresenta il punto di congiunzione tra la pazienza del diavolo e il libero arbitrio dell’uomo. I suoi occhi vedono il Male ma lei non cede e non vacilla perché vuole e desidera prevalere e vincere. Il Diavolo, invece, sa che gli uomini sono creature fallaci e fragili che con una buona dose di “batoste” cederanno, sceglieranno di arrendersi a Lui, che prima li lusingherà con il dolcissimo miele della vendetta e del potere e poi li masticherà nel girone dell’inferno più terribile che esiste.

Chattam dopo Loro scrive un trattato di psicologia sociale ammantandolo con la veste del thriller più agghiacciante che non concede alcuna tregua a chi legge attraverso un ritmo senza pause e uno stile da narratore di incubi di cui, da questa parte dell’oceano, si sentiva un gran bisogno.

La pazienza del diavolo è un autoconclusivo ma il mio consiglio è partire comunque dalla prima indagine di Ludivine Vancker e leggere Loro.

Per i lettori di genere, il meglio della narrativa straniera che c’è al momento in libreria.

Traduzione: Guido Calza

TRAMA

Cinquantotto corpi. All’Istituto di medicina legale di Parigi non se ne erano mai visti tanti tutti insieme. Quella mattina, due amici sono saliti a bordo di un treno dell’alta velocità, hanno tirato fuori due fucili a canne mozze e hanno dato il via al massacro, prima di togliersi la vita. Movente: in apparenza, nessuno. Poche ore più tardi, Ludivine Vancker, tenente della Sezione Ricerche, accetta di partecipare a una rischiosa operazione: intercettare un carico di droga in autostrada. Li chiamano go-fast, sono convogli di macchine che viaggiano di notte, a duecento chilometri all’ora, e trasportano grosse quantità di stupefacenti. Ma quando Ludivine apre il borsone sequestrato al corriere, ciò che trova va oltre ogni immaginazione… Cosa unisce questi due terribili episodi? E come mai cominciano a comparire ovunque croci rovesciate e altri simboli satanici? È possibile che l’inferno abbia davvero aperto le sue porte e che le sue fiamme ardenti siano uscite dall’oscurità? Riconosciuto a livello internazionale come uno dei maestri del thriller, Chattam è implacabile non soltanto nella costruzione romanzesca, ma anche nel suggerire, pagina dopo pagina, che il Male non appartiene soltanto ai mostri ma percorre tutti quanti gli uomini come una componente naturale, un difetto di fabbricazione dal quale nessuno, in fondo, può dirsi salvo.

 

 

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