IL SECONDO MAIGRET, LONTANO DAL METODO INGLESE
di MANUEL FIGLIOLINI
In questa mia personale immersione nel mondo di Maigret (che fino ad ora non avevo troppo amato), ho capito che la cronologia dei romanzi serve al lettore per capire ed entrare sia nella testa di Maigret che nella testa del suo autore, Georges Simenon.
“Il cavallante della Providence” è il secondo romanzo che vede protagonista Maigret, pubblicato nel 1931, il secondo capitolo di questa fortunatissima serie venne scritto dallo stesso Simenon a bordo della sua imbarcazione “Ostrogoth”, il che ci fa anche capire la scelta dell’ambientazione scelta per questo romanzo.
Simenon ci racconta il mondo che si crea attorno alle chiuse, fatto di marinai e negozi, bar e personaggi che percorrono il corso fluviale con le loro eccentricità. Ed è su questo che si basa tutto il racconto di Simenon, una storia molto semplice ma che nasconde i grandi temi cari allo scrittore.
Nel villaggio di Dizy, nella Marne, in una stalla, dove alloggiano i cavalli che servono a trainare le chiatte lungo la chiusa, viene trovato il cadavere di una donna che, dai dettagli vestimentari, sembra essere lontana dall’ambiente delle stalle, ma sembra essere una persona agiata. Interrogando due stranieri inglesi, Maigret riesce ad identificare la donna come la moglie del colonnello Walter Lampson che viveva sul loro yacht in compagnia del colonnello e di una persona di fiducia, Willy Marco. Ma la donna ha sempre nascosto la sua identità a suo marito il colonnello Lampson.
E così iniziano le indagini di Maigret e il viaggio che Simenon ha in serbo per il lettore. Simenon ci racconta un mondo poco conosciuto, quello della navigazione fluviale con le sue chiuse e i mondi che si creano attorno ad esse. Ma ci racconta anche le differenze tra la classe agiata che vive in un ambiente dall’aria viziata e che si nutre costantemente di inganni e whisky, e la classe operaia che si dimostra, agli occhi di Maigret, gentile e rozza. La contrapposizione dei due mondi permette a Simenon di sottolinearne le differenze ma anche di mettere in risalto le peculiarità.
Nei romanzi con protagonista Maigret iniziamo a vedere i temi cari a Simenon che poi ritroveremo nei suoi romans dur, come la voglia di cambiare la propria vita per sfuggire a un destino che altrimenti sarebbe inesorabile. E qui la vita della vittima è fondante per questo tema. O come lo sguardo che Simenon dedica alla gente comune, alle volte anche in contrapposizione con la classe agiate.
Insomma, un Maigret ancora acerbo nei cuori dei lettori ma che invece diventa parte fondamentale del suo successo e della sua carriera come scrittore. Anche nella scelta, innovativa, di distaccarsi dal classico giallo inglese con un indagine e una confessione del colpevole, preferendo un’indagine molto più fumosa e una soluzione che non viene raccontata dal diretto interessato ma dal commissario Maigret, direttamente.
Non mi resta che darvi appuntamento con il terzo romanzo di Simenon con protagonista Maigret: “Il defunto signor Gallet”, anche questo scritto a bordo della sua barca a vela “Ostrogoth”.
TRAMA
«“Che diavolo ci faceva quella donna in un posto simile?”». «In una stalla, con gli orecchini di perle, il braccialetto firmato, le scarpe di camoscio bianco!». «Doveva essere arrivata ancora viva, visto che il delitto era stato commesso dopo le dieci di sera». «Ma in che modo? E perché? E nessuno aveva sentito nulla! Lei non aveva gridato, e i cavallanti non si erano neppure svegliati…». «Se non fosse stato per quella frusta che non si trovava, probabilmente sarebbero passati anche quindici giorni o un mese prima che qualcuno scoprisse il cadavere, per caso, nel rivoltare la paglia!». «E altri cavallanti sarebbero venuti a russare accanto a quel corpo di donna!».