UN INVITO A RISCOPRIRE L’ANTICHITA’ ELLENISTICA
di MARIO TOCCI
Chi ha frequentato il liceo classico riscoprirà piacevolmente il mondo greco che fu.
Tutti gli altri varcheranno, invece, una porta d’accesso a una meravigliosa dimensione temporale forse mai conosciuta.
Ci si trova al cospetto di un giallo storico, il cui lettore è completamente immerso nell’Atene del 400 a.C., reduce dalla perniciosa soccombenza in una guerra devastante e spasmodicamente protesa verso lo sforzo del recupero della propria identità.
Si tratta di un legal thriller ambientato nel passato, dunque analiticamente esplorativo del sistema giurisdizionale dell’epoca, epperò parimenti incentrato sulle diacroniche peggiori pulsioni dell’animo umano (quali, ad esempio: l’istigazione al tradimento, l’anelito alla scriteriata e cinica speculazione economica, la corruttela).
Laddove i giganti di quella società – fra tutti: Socrate e Critone; ma anche Lisia – vengono ablati dai rispettivi piedistalli ideali e sottoposti alle asperità della vita quotidiana.
Il detective Archedemo, che vive in bilico tra integrazione ed emarginazione (in quanto nato da una schiava e riconosciuto dal padre tramite sotterfugi) è chiamato a svelare il mistero celantesi dietro un tentativo di ostracismo orchestrato da alcuni sicofanti in ragione del sostenimento di un’accusa infamante. Egli è, a tutti gli effetti, un antesignano dei moderni investigatori hard boiled e disincantati; che reputa, cioè, imprescindibile ai fini della sopravvivenza economica, ricercare la verità nei fatti tangibili, rifuggendo dalla filosofia astratta non per vezzo o pigrizia intellettuale ma per mero pragmatismo.
L’autore sembra proprio ricordarci che, dietro ogni grande civiltà, esistono uomini dai paradigmi molto comuni e assai frequenti; che, dunque, mangiano, bevono e sbagliano, pur senza rinunciare a scovare, nonostante tutto, un briciolo di giustizia tra le macerie della storia. Un’opera necessaria per chiunque ami il giallo d’autore e desideri vedere l’Atene antica sotto una luce nuova, più vera e infinitamente più affascinante.
Divulgazione, quindi, da un lato; e intrattenimento, dall’altro.
Col pregio di farci sorridere delle umane debolezze finanche dei grandi filosofi, senza mai mancar loro di rispetto.
MUSICA CONSIGLIATA
Smooth Operator, del gruppo britannico dei Sade.
Brano pubblicato il 28 agosto 1984 come singolo, fu poi inserito nel coevo album Diamond Life. Scritto da Ray St. John e Adu, appartiene al genere dello smooth jazz. Preponderante il sassofono. Condivide col giallo storico di Magnani un profondo senso di malinconia urbana; evocando una vita solitaria, fatta di osservazione e cinismo. Esattamente come l’esistenza di Archedemo, che osserva i filosofi e i potenti con distacco e un pizzico di stanchezza.
CIBO SUGGERITO
Un dolce della Grecia del passato: la Melopita, peculiare dell’isola Sifnos, nelle Cicladi.
Una specie di cheese-cake, ma senza base biscottata, preparata in origine col formaggio locale Mizithra (quantunque ben avvicendabile dalla ricotta, di pecora o capra), sapientemente unito a miele e cannella. Veloce da preparare e assai gustosa.
VINO INDICATO
Il Retsina, vino bianco secco, greco, di risalente tradizione.
Molto erbaceo. Il primo impatto al palato è una sferzata balsamica, un chiaro aroma di resina di pino che evoca le foreste costiere battute dal sole. Più profondamente, poi, si palesa quale sorso vibrante, dove la freschezza della mela verde e degli agrumi danza con una nota di terra arsa, la stessa che calpesta Archedemo nei vicoli del Ceramico. Capace di rinfrescare lo spirito dopo una giornata passata a inseguire sicofanti sotto il sole della Grecia.
TRAMA
Tutto comincia con Socrate che, reduce da una nottata fra intellettuali, vomita sulla soglia del bordello da cui è stato appena cacciato. Intanto, in casa del suo facoltoso amico Critone si sviluppa un mistero che rischia di comprometterne la fortuna e la vita: uno sconosciuto gli ha mosso accuse infamanti e gli ha fatto recapitare un ostrakon, il coccio di vaso che preannuncia l’esilio da Atene. In mezzo alla vicenda si trova il narratore, il giovane Archedemo: brillante ma di umili origini, ex allievo del filosofo, all’inizio della storia è solo uno fra i tanti che frequentano la casa di Critone in cerca di qualche lavoretto. Il bisogno e l’astuzia lo trasformeranno in un vero detective da giallo investigativo, senza privarlo di una voce scanzonata e capace di passare con leggerezza sulle tragedie personali e universali. Sullo sfondo, un mondo classico ricostruito con grande accuratezza eppure ben diverso da come lo troviamo nei libri di Storia: se molti dei personaggi sono realmente esistiti, qui li incontriamo più vicini al vero, umani e in un certo senso senza tempo. Si muovono là dove il mercato dell’agorà diventa più affascinante del Partenone, dove si può incrociare Platone per strada, parlar male dei Cretesi bevendo pessimo vino e indagare su un intrigo giudiziario completamente verosimile per l’epoca. I lettori di oggi saranno catturati dall’ambientazione e dalle dinamiche sociali che la abitano, ma non avranno difficoltà a riconoscere se stessi e i propri simili nelle azioni (e nelle bassezze) di quei personaggi non così diversi da noi.