la casa delle voci
Thriller

La casa delle voci di Donato Carrisi, Anno 2019

Feb 17, 2020 Antonia Del Sambro
Trama 100
Suspense 100
Scrittura 100
100
Il nostro voto 100

IL RE DEL THRILLER ITALIANO E’ TORNATO

Per spiegare il genio narrativo di Carrisi ne La casa delle voci si dovrebbe partire dalla fine, da quel finale così palpitante e spaventoso da far mancare l’aria a ogni lettore. Da quello spettro che pagina dopo pagina è stato costruito con labilissimi indizi a cui forse lo stesso autore non credeva per primo. E in conclusione, pur con la sorpresa da pugno nello stomaco, ai lettori resta il dubbio se Carrisi aveva tutto chiaro fin dall’inizio o se si è lasciato semplicemente trasportare dal suo genio creativo.

E sì, sarebbe bello poter partire dalla fine, ma ovviamente non si può. E allora si deve parlare dell’inizio e si deve parlare della Firenze che l’autore decide di raccontare ne La casa delle voci. Con i suoi palazzi ottocenteschi, il tran tran del centro invaso dai turisti, il traffico dei viali. Ma visti solo da lontano, distrattamente e sfiorati a malapena. La Firenze del libro di Carrisi è un’altra. E quella lontana dalle sfilate di Pitti, dai caffè sulla terrazza di pizzale Michelangelo, dal Corridoio vasariano de Gli Uffizi. È una città che come tante altre nel mondo decide di nascondere i batuffoli di polvere sotto il tappeto. Solo che il tappeto è un enorme istituto per pazzi e la sua esistenza o viene del tutto ignorata o viene sapientemente taciuta.

In questo istituto, un giorno dopo l’altro e un anno dopo l’altro, si intrecciano storie, si intrecciano vite, succedono cose spaventose o meravigliose se li sa guardare con gli occhi giusti. Ma in questo istituto soprattutto la linea che separa il Bene dal Male si è assottigliata d così tanto tempo che i pazzi e i sani di mente saltano da un mondo all’altro con una facilità estrema.

A questa storia e a questo mondo appartiene, suo malgrado, Pietro Gerber, figlio di un noto psicologo infantile e lui stesso apprezzatissimo psicologo, specializzato nell’ipnosi dei più piccoli. Una professione che non solo Pietro ama molto, ma che conduce con bravura e capacità, tanto da essere stato soprannominato: l’addormentatore di bambini. 

Pietro ha a che fare con casi difficilissimi e molto delicati. I suoi piccoli pazienti hanno subito quasi sempre traumi importanti e riuscire a entrare nella loro psiche o nei loro ricordi è un percorso che richiede una grande sensibilità e una lunga esperienza. Ma un giorno lo psicologo infantile riceve una chiamata dall’altra parte del pianeta e la voce di una sua collega australiana gli chiede di poter seguire una sua paziente. Una donna adulta. Una persona che probabilmente ha subito un trauma da bambina e che ora ha bisogno di comprendere se lei stessa è una assassina o soltanto una vittima. Solo così potrà andare avanti. Pietro è scettico. Non ha mai lavorato con persone adulte e non saprebbe come condurre la cosa. Ma la sua collega australiana insiste per affidargli questo caso e si dice certa che lui saprà come risolverlo al meglio.  

Per Pietro Gerber è il punto di non ritorno. La sua vita, la sua famiglia, tutta la sua esistenza ne verranno inevitabilmente e inesorabilmente sconvolte. 

Donato Carrisi scrive un thriller a tutti gli effetti e imbastisce pagine di grandissima tensione emotiva, ma insieme dà vita a un grande saggio psicologico sulla famiglia. Sul concetto stesso di famiglia, declinabile in un milione di modi diversi e tutti ugualmente funzionanti. I legami di sangue sono più o meno importanti di quelli sentimentali? Si possono intercambiare, sostituire, sovrapporre?  E se lo si fa si è completamente pazzi o perfettamente lucidi? 

Il protagonista de La casa delle voci è il “memento” attraverso il quale il lettore può rivoluzionare il proprio pensiero sulle mille convenzioni sociali, iniziare a decidere che le apparenze non sono altro, appunto, che apparenze e che la Verità quasi mai sta da una parte sola.

Nell’evoluzione del genere thriller Donato Carrisi sarà ricordato come l’autore che lo ha rivoluzionato di più, che si è spinto oltre tutto ciò che sembrava impossibile regalare ai lettori senza che gli stessi perdessero il piacere del brivido sulla schiena e che con questo ultimo romanzo ha deciso di aprire anche una non semplice discussione su la pazzia in generale. 

Recensioni precedenti: Il gioco del suggeritoreLa ragazza nella nebbia

Editore: Longanesi
Anno: 2019