LA VOCE DELLE PAROLE
di BARBARA GALIMBERTI
Ci sono storie del nostro passato che non riusciamo a dimenticare, che dobbiamo assolutamente ricordare. Sono quelle storie che la nostra Nazione, e non solo, conosce a fondo, ne ha vissuto l’essenza.
Nel tempo le società si modificano, sono dinamiche e reattive con gli eventi che le colpiscono, e i loro movimenti seguono nuove ideologie, alterando, a volte, anche la narrazione di quei fatti del passato che ancora oggi richiedono analisi, approfondimenti e ricerca dell’autenticità.
Sono proprio le voci intense e squillanti di un testo narrativo, come Un affare interno, che ci possono accompagnare verso la verità, portandoci nella condizione di non dimenticare.
Guido Bandera e Gabriele Moroni, importanti professionisti del mondo dell’informazione, hanno unito le loro capacità narrative, le loro analisi e la loro attitudini investigative, verso la ricerca di quegli elementi che sembravano in parte dimenticati, in parte nascosti dal tempo o celati anche da una politica macchiata da segreti, per arrivare a dare un senso tecnico e oggettivo alla morte di un politico italiano che ha lasciato la sua potente voce nei nostri ricordi: Aldo Moro.
Un affare interno è un’opera che riporta il lettore a quel 1978, quando lui stesso si era ritrovato davanti a uno schermo televisivo, mentre le immagini del 16 marzo e delle settimane successive, si muovevano tra le strade silenziose di Roma; ma questo testo letterario accompagna anche il lettore più giovane a vivere, grazie alla dettagliata analisi degli autori, quei momenti dolorosi e indimenticabili del nostro passato.
Il libro, scritto con una tecnica narrativa giornalistica intensa ed emozionante, illustra in modo preciso e attento il percorso storico e di indagine legato al rapimento e all’assassinio di uno degli statisti più significativi della politica nazionale.
Gli autori, in quest’opera, non si soffermano solo su una ricostruzione storica dei fatti del marzo del 1978 fino al tragico finale del maggio successivo, ma mostrano al lettore, anche a quello meno esperto di una narrazione politica, grazie a uno stile narrativo elegante e mai eccessivamente sofisticato, un percorso di indagine e analisi che porta la voce di questo atroce e importante fatto politico anche fuori dai confini nazionali.
Un affare interno è un libro necessario in una società attuale come la nostra, che ha bisogno di ritrovare il suo passato e scoprire quelle verità da troppo tempo nascoste dal silenzio.
TRAMA
Il 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro per mano delle Brigate rosse, l’ambasciata americana in Italia ricevette un cablogramma cifrato dal segretario di Stato Cyrus Vance, in cui si diceva che non si doveva «incoraggiare in nessun modo l’idea che ci possa essere molto che possiamo fare in tali questioni interne». In sintesi, gli Stati Uniti stavano abbandonando al suo destino il presidente della Democrazia cristiana, con il quale, nel corso degli anni, avevano avuto, peraltro, un rapporto molto contrastato, dal momento che l’amministrazione americana aveva sempre osteggiato la politica di Moro di coinvolgimento del Partito comunista italiano nel processo democratico. Basato sui documenti desecretati dagli Stati Uniti (Casa Bianca, Pentagono, Cia, Dipartimento di Stato), Un affare interno ricostruisce come mai fatto prima – con conversazioni riservate e inedite, fino a oggi dimenticate tra le pieghe degli archivi – il rapporto tra Aldo Moro e “l’alleato” americano: una difficile dialettica politica che porterà a isolare sempre più lo statista italiano nel contesto nazionale e internazionale, fino al tragico epilogo.