L’INNOVAZIONE, LA PROVOCAZIONE E IL DRAMMA
di BARBARA GALIMBERTI
Tommaso di Ser Giovanni di Mone Cassai, detto Masaccio, fu uno dei più importanti artisti del Quattrocento. Fu il pittore dalla pennellata rivoluzionaria e provocante, quello capace di narrare le sensazioni di un istante e rappresentare la verità.
Alessandro Masi, con questa meravigliosa opera letteraria, ci racconta la vita di Masaccio, non solo dal punto di vista della sua importante e indimenticabile arte, ma l’autore ci presenta il grande artista come uomo. Sono proprio le relazioni umane, i pensieri e i chiaroscuri della sua breve esistenza che lo scrittore ci presenta in quest’opera; un testo appassionante sia per l’addetto ai lavori, ma anche per chi non ha una grande conoscenza artistica.
L’opera perfetta è un romanzo caratterizzato da un intenso realismo, privo di forzature espressive, dove, con una giusta e interessante alternanza tra descrizione tecnica ed elaborazione narrativa, il lettore può vivere le emozioni del grande pittore, che si possono ammirare nelle sue opere, nate anche dalle sue profonde amicizie con altri grandi artisti, come Brunelleschi, Donatello, Giotto, ma soprattutto per quel vigoroso sodalizio con Masolino. Un linguaggio raffinato, quello di Masolino, in contrapposizione con stile di Masaccio, più crudo, dalla forte espressione. E sono proprio i riferimenti tecnici dell’autore, come quelli legati alle osservazioni di Giorgio Vasari, una delle voci più significative nella storia artistica, che permettono al lettore di comprendere ancor meglio chi fu il grande Masaccio e il suo ruolo nell’arte del Quattrocento.
L’opera perfetta è quindi un viaggio nella vita, nel talento e nella indimenticabile espressione realistica del grande pittore. Molte sono le domande che cercano ancora oggi le giuste risposte sulla vita e la morte di Masaccio. Alessandro Masi non ce le offre, ma con lo stile letterario originale e molto interessante e la struttura narrativa che caratterizza quest’opera, ci accompagna verso un percorso di riflessione artistica e umana.
TRAMA
Masaccio muore a soli ventisei anni e attorno alla sua prematura scomparsa fioriscono subito, in quella primavera del 1428, leggende. Vengono avanzati dubbi e fatte speculazioni. Si parla di avvelenamento. Ma chi trae vantaggio dalla morte di un talento così straordinario? Alessandro Masi esplora tutte le ipotesi, scandaglia la sua breve vita contribuendo, con un’“indagine” accurata, a far emergere ancora più potente la percezione del genio di Masaccio e del suo lascito artistico. L’opera perfetta è anche l’analisi appassionata del lavoro di un grande maestro del Rinascimento, Tommaso di ser Giovanni Cassai che nacque a San Giovanni in Valdarno nel 1401, da tutti conosciuto come Masaccio, nomignolo che Giorgio Vasari giustifica attribuendolo alla sua «tanta straccurataggine». Studiando, scomponendo e ricomponendo i suoi capolavori più celebri, come il Tributo e le Storie di San Pietro nella Cappella Brancacci, definito da Benvenuto Cellini «la scuola del mondo», lo storico dell’arte dimostra come Masaccio abbia rivoluzionato la rappresentazione spaziale e la narrativa visiva, dando vita a un’esperienza emotiva e d’impatto che ha influenzato intere generazioni di artisti. Leonardo da Vinci, nel Codice Atlantico, lo definisce autore «dell’opera perfetta, come quelli che pigliavano per autore altro che la natura, maestra dei maestri».