L’ITALIA DEL MIRACOLO MIRABILMENTE DESCRITTA DA VALERIO AIOLLI

di CONCETTA MELCHIONDA

Vi è mai capitato di non dormire la notte, inquieti per un’emozione, un sentimento forte, amore, felicità, attesa, pianto o dolore? Chi è passionale come me, sa sicuramente di cosa parlo. E così è successo stanotte, dopo aver terminato di leggere questo libro. Mi sono rigirata mille volte. Sentimenti contrastanti, adrenalina, suggestioni, fuoco vivo, ricordi di pagine di giornali, “Panorama “di quegli anni. Anche i libri di Giorgio Faletti, letti dopo. Tutto insieme. Aggiungiamo anche il mistero di una morte oscura, assurda, ancora non del tutto chiara. Quella di Francesca Vacca Agusta “, lady Elicottero”, l’8 Gennaio 2001, precipitata da una dimora maledetta, Villa AltaChiara a Portofino, appartenuta per quasi un secolo, a quel Lord Carnavon del ritrovamento di Tutankhamon.

Francesca bellissima, disinibita, trasgressiva, in declino,  piena di guai giudiziari,  seconda moglie di Corrado Agusta, re degli elicotteri italiani, uno degli uomini più ricchi e potenti d’Italia ,morto da pochi anni. Francesca, erede miliardaria, insieme al figliastro Rocky, in preda a farmaci, alcool ,depressione, scoppi d’ira, scompare in una notte ” buia e tempestosa”, nel pieno di una lite con l’attuale compagno Tirso, toy boy messicano sfaccendato e dal passato burrascoso,  e con  Susanna Torreggiani. Loro, con Maurizio Raggio, sono tutto ciò che resta della corte sfavillante, che ha circondato Francesca Agusta, negli anni folli del capitalismo italiano. Briciole di umanità interessata al denaro, ai miliardi del tesoro degli Agusta, la dinastia degli elicotteri italiani, nata e cresciuta tra gli anni 30 e gli anni 60. Genio, sregolatezza, belle donne, ribellioni, rivoluzioni, rischio, velocità, lusso, tutto ammantato dagli affari. Gli affari, sempre loro, al primo posto. Prima di tutto.

Ed è il denaro, la sua scia lunga e bianca, come quella di coca che sniffano tutti i potenti senza freni, né scrupoli borghesi. Esso è ovunque. Putrido e magnifico tesoro. Quello che nasconde Maurizio Raggio, astuto, diabolico factotum dello “Zio Bettino “prima (tanto da pagarne salate conseguenze) e che inseguirà dopo, per conto di Francesca. Si, Francesca e Maurizio, venti anni di differenza, ma un legame assoluto, oltre la morale corrente, al di là del Bene e del Male. Si, perchè la morale borghese, non è per loro. Mai esistita, per chi come loro, è sempre vissuto al limite. Sul brivido del limite. Sul bordo vertiginoso delle cose.

Un legame che non finirà mai, e mai sarebbe finito. Nato per gioco, per trasgressione, dopo la fine del matrimonio, o durante, chi lo sa, in quella Portofino di ricchezza ostentata, aristocratici decaduti, potere al di là di ogni immaginazione. Si affollano le descrizioni, le immagini come frame di un film, di follia, stravaganza, eccentricità. Tra vacanze, ville, yacht, viaggi da sogno, donne bellissime dell’alta società italiana, Messico, Stati Uniti, Medio Oriente, capi di stato, trova posto anche un certo paternalismo travestito da benevolenza che si vuole lavare la coscienza. Lo smascheramento amaro   del” C’eravamo tanto amati”, che filtra in modo intelligente, tra le righe di questo romanzo. La retorica del capitalismo buonista anni 60. Credevano di essere al di sopra di ogni potere, di ogni legge, perché credevano di essere essi stessi legge, potere, tutto.

E tutto si mescola, in questa narrazione, esaltante, travolgente, come quegli anni, come le gare di off shore e di moto di Agostini, della scuderia Agusta. Una festa folle, sregolata, traboccante e dai tratti amari e boccacceschi, che si credeva senza fine. Fiumi di denaro, gioielli, coca, sesso e champagne. Fiesta mobile, avrebbe detto Hemingway. Peccato che non sia Parigi o New York di Fitzgerald, dell’età del jazz.  È l’Italia del miracolo, mirabilmente descritta da Valerio Aioli, autore geniale e stupefacente. Ad un tratto, tutto scricchiola Tangentopoli. E cominciano i guai. Si resta soli. In fuga. L’oro finisce e con lui, anche i rapporti si logorano, mostrano falsità. Tutto si rivela per quello che è. Solitudini, amarezze, prigioni, mancanze, rinunce importanti. Tutto si tinge di mistero. Una fine, un inizio. Un ” non si sa dove”, una furiosa disputa ereditaria, una donna ambiziosa dai lunghi capelli rossi, ancora bella, senza crederci, che si ritrova nel fondo di un armadio, di una bottiglia, di un anfratto, in accappatoio e ciabatte, e che precipita in fondo al mare. E poi…Poi, c’è questo libro che non vi farà dormire la notte. Che vi farà desiderare un ballo sotto la pioggia, inaspettato, senza remore, liberatorio, come togliersi le scarpe per strada e chissenefrega. Perché le notti insonni sono quelle più cariche di sogni. E tra mille parole, tra pagine che avvolgono la pelle come lenzuola profumate d’estate, dormire è il vero scandalo. E allora…

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