UN NOIR REALISTICO E CONVINCENTE
di MARIO TOCCI
Vi piacerebbe l’immagine di un poliziotto lontano dai paradigmi tradizionali di questo ruolo? Poco avvezzo al rispetto delle gerarchie, alquanto pragmatico e così rozzo da sembrare quasi incivile?
E gradireste il profilo di un assassino che si mette direttamente in contatto con gli inquirenti protesi e impegnati nel tentativo di stanarlo?
Altresì, sareste lieti di entrare in confidenza con il modus vivendi e la mentalità degli abitanti di Algeri?
Qualora abbiate risposto in modo affermativo a tutti i prefati quesiti, apprezzerete notevolmente il noir di cui stiamo disquisendo.
Tuttavia, per vero, aspettatevi: descrizioni cruente, interlocuzioni realistiche indi sconvenienti, scenari costernanti. Che plasmano, conseguentemente, uno story-telling decisamente tambureggiante e rumoroso, vieppiù ingombrante siccome persistente nella mente anche dopo molto tempo dalla lettura.
Indi, un libro che lascia il segno.
L’abilità dell’autore consiste proprio nel far immedesimare il lettore in ciascun personaggio.
Chiunque può identificarsi tanto nei protagonisti positivi (magari onde cesellare le proprie auto-riconosciute virtù) quanto nei figuri loschi e torbidi (verosimilmente al fine di compiere un rigenerante percorso catartico).
Scorrendo, poi, le varie pagine, sembrano fuoriuscire gli odori (sovente insalubri) e i rumori (talora caotici) di una metropoli impietosamente descritta come disgraziata e meravigliosa al tempo stesso, quasi fosse una pentola a pressione in procinto di scoppiare.
La conclusione è imprevedibile sino all’ultimo rigo. E non è detto che soddisfi pienamente la sete di giustizia del lettore più severo e intransigente; che, quantunque, gusterà il sapore intrigante della coerenza del costrutto espositivo.
In sottofondo serpeggia la critica feroce della società algerina, tra corruzione e fanatismi nonché dilanianti diseguaglianze sociali pressoché compulsive di una latente guerra civile.
Il che induce pure lo stimolo a indagare sul contesto geo-politico di riferimento.
Insomma, un buon acquisto in libreria!
MUSICA CONSIGLIATA
Senza indugio: “Teardrop” dei Massive Attack (dall’album “Mezzanine” del 1998). Imprime un’atmosfera scura e ipnotica, con un beat elettronico lento e pulsante che rievoca la tensione delle telefonate del killer al commissario Llob. I campionamenti vocali eterei e i ritmi tribali richiamano quell’Algeria descritta da Khadra, non senza un mistico velo di mistero e follia. Le tematiche del dolore e della fragilità dell’individuo ben si accompagnano alla tormentata e farraginosa attività d’indagine della polizia.
CIBO SUGGERITO
Quale miglior pietanza di un dolce particolarmente in voga in Algeria? Dunque, il makroud. Che nasce dal miscuglio, poi destinato ad essere fritto, di due impasti: l’uno a base di semola di grano duro e l’altro mediante lo schiacciamento di datteri, talvolta affiancati da fichi secchi e/o mandorle. Può essere servito, previa immersione in uno sciroppo caldo di miele profumato all’acqua di fiori d’arancio e successivo raffreddamento al fine di fargli mantenere croccantezza e dolcezza, a mò di rotolo oppure tagliato in losanghe o triangoli.
VINO INDICATO
Ottimo accompagnamento enologico offre il Rivesaltes Ambré, bianco ambrato, che nasce nella parte meridionale della Francia, principalmente da uve Grenache Blanc e Grenache Gris. Al naso emergono sensazioni di frutta secca (fra cui: albicocche disidratate, fichi, datteri), note di miele e caramello, sentori di delicate spezie (quali cannella e vaniglia). Al palato sovviene morbido e persistente, in perfetto equilibrio tra dolcezza e freschezza.
TRAMA
Algeri, giorni nostri. Un assassino terrorizza la città. Si tratta di un vero e proprio serial killer, che seleziona le proprie vittime con diabolica e meticolosamente spaventosa cura, uccidendole mediante tagli chirurgici dall’ombelico alla gola e facendone sempre sparire il cuore. Ma prima di ogni delitto, il folle contatta telefonicamente il commissario Llob, sommergendolo di monologhi deliranti: lo sfida, gli preannuncia l’atrocità che sta per commettere, indica il luogo dove verrà lasciato il cadavere e riversa su di lui tutte le preordinate follie nonché i prodromici abissi mentali. Lo stesso ufficiale di polizia, supportato dai colleghi e nella diffidenza del proprio superiore gerarchico, condurrà un’indagine serrata per identificarlo e tentare di fermarlo.