Il canto del boia

Il canto del boia

Genere:

Published: 1/04/2021

Format: brossura

ISBN: 9788834605349

AMORE E MORTE IN UN MONDO PRIVO DI UN CENTRO DI GRAVITA’ PERMANENTE

di BARBARA MONTEVERDI

Norman Mailer non ha certo bisogno che la sottoscritta dichiari che scrive meravigliosamente. Ma lo faccio ugualmente: dopo poche pagine sono già imprigionata nel suo mondo e so che faticherò a uscirne.

Premetto che non è un mondo ideale, tutt’altro. Siamo negli USA, Gary, cugino del cuore di Brenda, esce di prigione (massima sicurezza, mica noccioline) dopo parecchi anni e la sua numerosa famiglia mormone lo accoglie con generosità, anche se si capisce immediatamente che la strada per il rinserimento sociale sarà, a dir poco, difficoltosa.

Gary non pare aver tratto nessun insegnamento di vita nei suoi numerosi anni di carcere (oltre ai 13 dell’ultima condanna, ce ne sono altri cinque precedenti per vari reati minori) e ha solo voglia, un desiderio spasmodico e tenuto a stento sotto un labile controllo, di riappropriarsi di quel che ha perso durante la prigionia.

Le persone che lo accolgono sono piene di buona volontà, ma del tutto impreparate ad affrontare l’instabilità della sua mente, gli evidenti corto circuiti che bloccano qualsiasi pensiero logico e, in ogni modo, lo squallore sociale e culturale della piccola comunità in cui vivono certamente non aiuta.

Ed è proprio la desolazione materiale e mentale del mondo che Mailer descrive a rendere angosciante la lettura di questo romanzo terribile e imperdibile al tempo stesso. La violenza inizialmente sottotraccia che guida le azioni non solo di Gary – il cupo protagonista della vicenda – ma tutti quelli che lo circondano, che sembrano sopportare i suoi eccessi deliranti perché li conoscono, in qualche modo fanno parte anche di loro stessi, fa sì che il lettore si chieda “ma sono io ad essere strano e a non concepire che si possa vivere così, o questa è proprio una comunità di gente sopra le righe?”.

Temo che le cose siano più complicate e che l’autore abbia voluto mettere in risalto come – esclusi quei personaggi che hanno una evidentissima turbe psichica – il bene e il male dentro di noi abbiano la loro comfort zone e si mettano in mostra a turno, lasciandosi lo spazio necessario per guidare le nostre azioni.

Detto questo, e ribadito il mio apprezzamento per la scrittura sopraffina di Mailer, arrivata a quota 300 (quando mi mancano ancora quasi 800 pagine!) comincio a pensare che l’autore avrebbe potuto contenersi un po’. La sua affabulazione è ipnotica e travolgente, ma raccontare ogni singolo comportamento dei personaggi – e sono molti – che affiancano il tragico viaggio negli inferi di Gary mi pare un po’ ridondante e sicuramente sfinente. Cerco sempre di non saltare le pagine di ciò che leggo, sia perché lo ritengo irrispettoso del lavoro di uno scrittore (ma non sono calvinista, ogni tanto devo farlo se i tempi e la debolezza del libro me lo impongono), sia perché in questo caso specifico è un piacere aggiunto seguire le parole di Mailer, ma non è comunque un compito facile.

La storia che l’autore racconta è, purtroppo, vita vissuta e il romanzo non è altro che la sontuosa, talentuosa e impietosa trascrizione di ore e ore di interviste a parenti, amici, giornalisti, poliziotti, tutti quelli che hanno avuto a che fare con Gary Gilmore, balordo, rapinatore, assassino, giustiziato il 17 gennaio 1977, a 33 anni, in una prigione dello Utah. Il fatto che tutto ciò che si legge sia vero, è devastante. Per la pochezza mentale e morale del contesto (si è portati a credere che in uno Stato come lo Utah a prevalenza mormone, le comunità border line siano rarissime e qui, invece, ne siamo quasi soffocati fin dall’inizio), per la totale mancanza di equilibrio dei protagonisti e la loro incapacità di vedere un filo di luce oltre il tunnel, per l’arrendersi a un destino che sono loro stessi a crearsi in una sorta di assoluta incomprensione del mondo.

Un libro importante, ma devastante come una febbre malarica.

TRAMA

Dopo aver passato più di metà della sua vita in carcere per rapine e furti d’auto, Gary Gilmore esce di prigione grazie alla cugina Brenda, che ha garantito per lui e gli ha trovato un lavoro a Provo, nello Utah. Ma i demoni di Gary sono troppo forti e il tentativo di reinserimento nella vita civile, nonostante il supporto di Brenda e della sua famiglia, non va a buon fine. La sua parentesi di libertà ha un tragico epilogo. Nel 1976, pochi mesi dopo essere uscito di galera, commette due efferati omicidi a sangue freddo durante altrettante rapine. Immediatamente catturato, confessa i crimini e viene condannato a morte. Sin da subito rifiuta di presentare ricorso e di chiedere la grazia. Gary Gilmore accetta la condanna e decide di morire. Nei mesi successivi lotta affinché la sentenza sia eseguita al più presto nonostante le pressioni della famiglia e di parte della società civile. Il suo caso e la sua decisione hanno avuto grandissima risonanza, risvegliando i dubbi e la coscienza di molti americani. Norman Mailer, in questo libro che gli valse il Pulitzer nel 1980, non racconta solamente la storia difficile e tragica di un uomo, ma scava nella solitudine e nella violenza dell’America profonda, e lo fa con precisione chirurgica e con una compassione priva di pietà.

Traduzione: Ettore Capriolo

 

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