CONOSCIAMO VERAMENTE CHI CI STA ACCANTO?
di BARBARA GALIMBERTI
Attraverso la narrazione di una storia uno scrittore presenta i suoi personaggi, sono gli attori che sul suo palco letterario si avvicinano al lettore, trascinandolo con la loro personalità, il loro carattere all’interno dell’intreccio. Ed è proprio per mezzo del racconto che il lettore percepisce l’esperienza vissuta dai protagonisti, che si relazionano con consapevolezza, muovendosi nella trama grazie alla forza delle parole dell’autore. Questo permette, quindi, al lettore di ricordare il romanzo, di vivere la storia, emozionandosi per le vibrazioni nascenti dalla capacità narrativa dello stesso scrittore.
Ruth Rendell, una delle più famose autrici di romanzi gialli e thriller e che molti lettori conoscono anche con lo pseudonimo Barbara Vine, grazie alla casa editrice 66thand2nd e alla perfetta traduzione di Marina Calvaresi, ritorna nelle fantasie dei lettori con il suo capolavoro La morte non sa leggere.
Ed è proprio in questo romanzo che il protagonista con la sua personalità, la sua credibilità riesce ad acquisire un ruolo importante nella fantasia del lettore, instaurando con lui una relazione forte e profonda.
Eunice Parchman, la governate, però, non è una protagonista comune, non è un personaggio che un lettore può già aver conosciuto. La morte non sa leggere racconta la storia di una donna dissociata dalla realtà in cui vive, è una donna che vede sé stessa e gli eventi della sua vita come fossero parte di un film.
Il suo costante e cupo delirio viene seguito dal lettore con impazienza e del quale ne rimane in qualche modo anche ammaliato.
Con una perfetta alternanza di pensieri e azioni, l’intreccio si sviluppa con potenza e fascino, dove la tensione narrativa rimane tesa per tutto il romanzo, lasciando la lettura come in attesa; questo grazie a un magnifico conflitto narrativo, che ruota proprio attorno alla folle e allo stesso tempo magnetica personalità di Eunice.
La morte non sa leggere è un romanzo che ha la sua unicità e Ruth Rendell ancora oggi risulta una maestra del romanzo ricco di tensione psicologica.
TRAMA
È la sera di San Valentino quando i proprietari di Lowfield Hall si riuniscono davanti al televisore per seguire una rappresentazione del Don Giovanni. La famiglia Coverdale – George, Jacqueline, Melinda e Giles – non sospetta affatto che quell’idillio sia lì lì per essere infranto: a pochi passi da loro, infatti, c’è Eunice Parchman, la governante, in compagnia di una pazza approdata al fanatismo religioso. Ammazzano i Coverdale uno dopo l’altro, a colpi di fucile. Sarà l’ispettore capo William Vetch a risolvere il caso e a scoprire l’incredibile ragione di quel massacro, nascosta nell’umiliazione segreta che Eunice custodisce gelosamente da una vita. Cresciuta in povertà e da sempre costretta a farsi carico degli altri, non ha mai imparato a leggere né a scrivere, ed è disposta a tutto pur di difendere quel suo mondo privato, un dedalo in cui ogni svolta minaccia costantemente di smascherarla, di renderla lo zimbello di tutti. Ruth Rendell, grande maestra del giallo e del thriller psicologico, firma con La morte non sa leggere il suo capolavoro, che ha ispirato anche il film di Claude Chabrol Il buio nella mente (1995) con Sandrine Bonnaire e Isabelle Huppert. Un’eccezionale ricostruzione del tortuoso percorso di un’ossessione che cresce culminando nella follia omicida, e trasforma il quotidiano in incubo.
Traduzione: Marina Calvaresi