Gialli Contemporanei

Nel bosco di Tana French, Anno 2020

Set 08, 2020 Barbara Monteverdi
Trama 85
Suspense 90
Scrittura 80
85
Il nostro voto 85

SIAMO CERTI CHE L’ANIMALE PIU’ PERICOLOSO DEL BOSCO SIA IL LUPO?

La scrittura di Tana French mi piace molto: è ruvida e pragmatica e trovo si addica molto ai suoi racconti noir/thriller. Per questo sono rimasta un poco perplessa quando ho iniziato questo romanzo che mi ha accolta con una ironia molto sottolineata, quasi forzata, e con due pagine in cui viene spiegata l’importanza dell’abbigliamento per i detectives irlandesi. La French si era già dilungata sull’argomento ne “Il rifugio” e non vedevo la necessità di tornare a parlarne, visto che rimane un argomento “a parte”.

In ogni modo, il giallo prende un abbrivio consistente: viene commesso un delitto efferato là dove, parecchi anni prima, sparirono e mai ricomparvero due amichetti di Rob Ryan – ora detective della Omicidi – unico ad essere stato ritrovato, ma incapace di ricordare alcunché dell’accaduto.

Vent’anni dopo, Rob deve affrontare il suo passato per cercare di risolvere il caso in corso e la faccenda presenta parecchie difficoltà.

Una delle cose più sorprendenti del caso, osservandolo oggi, fu la lentezza con la quale le nostre famiglie si preoccuparono. Oggi i genitori, perseguitati da filmati che ricostruiscono vicende con sinistri camioncini bianchi e bambini che sgusciano via in stradine di campagna, si attaccano al telefono non appena il cellulare della creatura suona a vuoto; la sezione Persone scomparse è sommersa da segnalazioni di bambini che poi risultano trattenuti a scuola o davanti a un videogame.

A poco a poco il tono da scanzonato diventa cupo, angosciante e le figure dei detectives coinvolti si fanno complesse e poco limpide. Rob Ryan ha comportamenti personali e professionali poco spiegabili (e restano tali sino alla fine), ma anche gli altri sembrano avere seri problemi di comunicazione interpersonale.

Insomma, la storia si dilata e conclude in modo logico, c’è parecchia suspense, ma il romanzo non soddisfa completamente il lettore che rimane spiazzato da una sensazione di incompiutezza – nonostante la corposità del libro con le sue 497 pagine.

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Traduzione: Michela Benuzzi

Editore: Einaudi
Anno: 2020