LA FASCINAZIONE DEL GIALLO MEDITERRANEO
di MARIO TOCCI
Questo è un giallo onirico, perché proietta il lettore verso una realtà parallela ma non inverosimile.
La voce narrante diretta del protagonista non permette a chi legge di distinguere con chiarezza il reale dall’alterato, con una traslazione di scenari in grado di generare continuativamente un intenso stato di tensione. D’altronde, le immagini non sono semplici descrizioni, diventando quasi autonome ed animandosi addirittura di vita propria.
Il titolo compendia la caratterizzazione essenziale del romanzo.
La verità non si palesa immediatamente, richiedendo invece tempi di attesa e maturazione.
Nondimeno, ponendosi l’obiettivo di raggiungere la donna in corsa, il protagonista si prefigge di perseguire lo scopo di fermare il tempo, laddove proprio il fluire cronologico segna la chiave di volta del presupposto mistero.
Sullo sfondo, la splendida città di Napoli, con le sue propaggini storico-filosofiche; ampiamente percorse e documentate in seno alla narrazione.
Il capoluogo campano appare come luogo di contrasti, in cui coesistono luci e ombre, indi la vitalità degli abitanti si mescola a paure silenziose e superstiziose, ben custodite dai vicoli angusti. Le leggende, i proverbi e le credenze popolari si intrecciano vieppiù in ogni pagina, trasformando il contesto in un (ulteriore) macro-personaggio collettivo.
Toccante il finale, pervero inaspettato.
Nell’ambito della letteratura napoletana, è accostabile a Ermanno Rea, nelle cui produzioni Napoli suscita molte riflessioni esistenziali.
Affine al giallo psicologico nordico (si pensi a Henning Mankell), ma calato in un contesto mediterraneo.
MUSICA CONSIGLIATA
Ben associabile è il brano “Sowing the Seeds of Love” del gruppo britannico dei Tears for Fears, pubblicato nell’estate 1989 prima come singolo e poi all’interno dell’album “The Seeds of Love”. Dichiaratamente d’omaggio alla musica dei Beatles, al netto dei suoi chiari ed evidenti significati politici, rievoca – altresì nel videoclip diretto da Jim Blashfield e insignito di prestigiosi riconoscimenti – scenari surreali (in chiave ottimistica). I cambi di tempo e gli sbalzi melodici – favoriti da un arrangiamento denso e orchestrale, fatto di di strumenti a fiato, tastiere e cori stratificati – gli conferiscono un’impronta solenne e meditativa.
CIBO SUGGERITO
Particolarmente indicato è il tipico dolce napoletano del babà al rum. Soffice (nella struttura) e inebriante (nel ripieno), proprio come lo story-telling: scorrevole ma profondo e suggestivo.
VINO INDICATO
Rimanendo in Campania, si può consigliare l’elegante Taurasi DOCG, che richiede lunghi invecchiamenti, al pari del disvelamento della verità romanzata. Si tratta di un rosso complesso; prodotto, con uve Aglianico, nella provincia avellinese. Ha un gusto potente, implementato da note di spezie, liquirizia e frutta scura.
TRAMA
Napoli, ottobre 2014. Roberto De Rosa è uno scrittore che ama lasciarsi ispirare dalla città, dalle persone che incontra per scrivere le sue storie. In un tiepido pomeriggio una strana donna entra nella sua vita per poi sparire dietro l’angolo. Una serie di eventi lo spingono ad avviare una ricerca su quella che tutti chiamano “la donna che corre”. Al centro storico infatti molti sembrano conoscerla, ma nessuno vuole superare il velo di omertà che la circonda. Paura e curiosità guidano il tenace Roberto dentro le ombre di un mistero. Percorrendo il capoluogo partenopeo alla ricerca di elementi in grado mettere insieme i tasselli della sua storia, Renato Paioli, con uno stile fresco e leggero, mostra il lato oscuro dell’amore, tessendo un giallo avvincente al limite del reale dove i crimini si sviluppano sul filo dell’etereo.