Solo per vendetta

Solo per vendetta

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Published: 2025

Format: Epub

ISBN: 9791223965597

L’ESERCIZIO EGOISTICO DELLA VENDETTA 

di MARIO TOCCI

Un noir carico, lancinante, riflessivo e catartico. Non senza sfumature di giallo classico. Con qualche tinta spionistica e politica.

Fin dalle prime pagine ci si immerge in un sistema spietato nel quale chiunque si assoggetta ineludibilmente alla logica dei favori; e a fungere da collante sociale è l’ipocrisia.

Con una metafora descrittiva, che anima tutta la narrazione, davvero formidabile: abissi torbidi e imperscrutabili dove saper semplicemente nuotare non garantisce la possibilità di restare a galla e il pesce più grande fagocita sempre quello più piccolo.

Il crimine da cui muove lo story-telling non è il motore compulsivo sostanziale. Esso, piuttosto, è lo strumento di esercizio egoistico della vendetta, che si declina diversamente a seconda dei personaggi principali riguardatine: v’è chi la utilizza al fine di rivalersi contro il pressapochismo, l’inettitudine e la corruzione dei pubblici poteri, così da restituire dignità alle vittime di casi di morte sospetta oltremodo frettolosamente archiviati per non turbare il sonno di qualche potente; e chi la adopera onde riciclare uno schiacciante senso di colpa e riscattarsi da pregressi peccati ormai irredimibili.

Apparentemente i personaggi che compiono siffatto percorso vendicativo palesano di avere smesso di credere nelle istituzioni; ma, invece e sostanzialmente, costoro arriveranno a far trionfare la giustizia, addivenendo alla scoperta del soggetto realizzatore dell’originario misfatto, la cui punizione – come l’autore lascia mirabilmente intendere in un finale sorprendente – rimarrà giusto appannaggio degli organi giurisdizionali all’uopo competenti.

Ne deriva la costante vituperazione dell’idea del farsi giustizia da sé.

E ne scaturisce la diuturna condanna della vendetta, a dispetto del titolo.

Il protagonista maschile conduce il racconto in prima persona. Non ha nome, né corrisponde a un paradigma fisico ben definito. Sicché chiunque può identificarvisi o distanziarsene. La protagonista femminile postula l’imprescindibilità dell’ostinazione contro l’apparenza. Ossia, tra le righe, una sorta di eroina emblematica.

E, parimenti, le figure comprimarie celano storie appena accennate, pertanto suscettibili di essere a piacimento completate da qualsiasi lettore o lettrice.

Con tutti i difetti peculiari di chicchessia.

I sentimenti sembrano poco trattati; piuttosto, sono ben celati all’inizio, per poi esplodere e manifestarsi in conclusione.

MUSICA CONSIGLIATA

Necessario un sound capace di rievocare l’ansia sottesa alla spasmodica attività investigativa che connota la trama. Contestualmente inevitabile una voce malinconica, come tale idonea a descrivere la tristezza del contesto d’ambientazione. Nondimeno essenziale un repertorio espressivo funzionale a tratteggiare l’intensità delle azioni che via via si succedono. Quindi, il brano musicale che meglio si presta all’accompagnamento della lettura è “Roads” del gruppo musicale inglese Portishead; cantato dalla solista Beth Gibbons ed appartenente all’album d’esordio, “Dummy”, del 1994.

CIBO SUGGERITO

L’accostamento gastronomico ci porta in Basilicata (oltretutto in omaggio alle origini dell’autore) e ci fa suggerire la degustazione, durante la lettura, del sanguinaccio lucano. Un dessert impostato sull’idea del recupero di avanzi, quantunque gustosissimi: come il core-business dell’investigatore privato ex giornalista che incarna il ruolo di protagonista maschile. Tecnicamente si tratta di un insaccato che deriva dal miscuglio di diverse parti del maiale non altrimenti impiegabili, amalgamate proprio grazie all’impiego del sangue del suino (da cui promana il nome) e arricchite da vari ingredienti per l’appunto dolci: cioccolato fondente, cacao amaro, vaniglia, mosto cotto, pinoli e uva passa. Si mostra come un composto oscuro, bituminoso e viscerale; al pari dell’ossessione che colora l’indagine.

VINO INDICATO

Abbinamento enologico sempre lucano: Shekar – Passito di Basilicata IGT. Zona di provenienza: Barile, nel potentino. Vino dal colore rosso rubino così cupo da sembrare inchiostro. Al naso si palesa come una confettura densa di frutti neri, mescolata a spezie orientali e cacao amaro. Morbido ed equilibrato al gusto, assai persistente grazie ai tannini decisamente avviluppanti. Notevole la potenza alcolica, che tocca i 15 gradi.

TRAMA

Il mestiere del giornalista non è più quello di una volta. Il lavoro sul campo è diventato solo un trascrivere veline della questura. Così la vede il protagonista di questa storia che decide di trasformarsi in un investigatore privato con l’ambizione di occuparsi solo di casi archiviati dalle forze inquirenti. La sua personale lotta contro il pressapochismo, l’inettitudine e la corruzione. Viene, così, ingaggiato dalla Signora Catone: ex diva delle passerelle. Vuole trovare il responsabile della morte del figlio Giovanni, ricercatore del CNR, caduto misteriosamente giù da un ponte. Caso chiuso frettolosamente dagli inquirenti come suicidio. Ma lei non ci crede, pensa che esista un movente e un carnefice: pensa che quello del figlio sia in realtà un omicidio. Il neo- investigatore accetta il caso e si ritroverà a condurre un’inchiesta molto singolare, a metà tra giustizia e vendetta, tra spie, servizi segreti esteri, mercanti d’armi e funzionari corrotti. Un’indagine dove ognuno ha un suo doppio; dove non esistono innocenti, ma solo colpevoli.

 

 

 

 

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