cuore di ragno
Gialli Contemporanei

Cuore di ragno di Lucio Sandon, Anno 2019

Feb 04, 2020 Barbara Monteverdi
Trama 90
Suspense 85
Scrittura 86
87
Il nostro voto 87

APPASSIONATO CUOR DI LEONE

L’ultima fatica di Lucio Sandon è, per il lettore, pura goduria e sicuramente si è divertito anche l’autore a scrivere questo romanzo avventuroso, alla Dumas.

Scorrendo le pagine di Cuore di ragno siamo lontani dalle atmosfere “gialle” (classiche o meno che siano), ma piombiamo a piè pari nel Conte di Montecristo o nei Tre moschettieri, con immagini bucoliche di villaggi arroccati tra i monti, ma profumati dal mare sottostante, messi a ferro e fuoco dalle soldataglie fuori controllo, oppure esigue bande di orribili figuri puzzolenti che aggrediscono con ferocia giovani pulzelle per venire abbattuti dai pallettoni modificati di qualche vetusto (anche per l’epoca) archibugio. Dimenticavo: siamo in Campania, dopo lo sbarco dei garibaldini (che Sandon ci mostra sotto una luce poco vivificante) e pochissimo prima della dichiarazione dell’unità d’Italia e le immagini che scorrono davanti all’occhio del lettore sono quelle dei quadri ottocenteschi di Fattori, Vela o Induno. Questo per sottolineare l’accuratezza dell’ambientazione storica e geografica.

La torre dove abitavo con la mia famiglia svetta pericolosamente sospesa su di un dirupo, all’apice di una roccia che domina tutta la piccola baia, e forse per questo motivo è sempre stata chiamata Montalto. La costruzione è fatta con la pietra chiara dei nostri monti, e attualmente la parete della torre dal lato al confine con la stalla si presenta leggermente annerita e anche un po’ scrostata

Il protagonista di questo romanzo si chiama, curiosamente, Angelo come quello del libro precedente di Sandon (La macchina anatomica), ma è di tutt’altra pasta: scugnizzo sveglio e ricco di ironia, riesce a sfuggire ad una serie di calamità innaturali  – che la sorte gli scarica sulla testa senza requie fin dall’inizio della storia –  con inquietante determinazione e spietatezza senza però perdere uno sguardo fresco e positivo nei confronti del futuro. Ci aspettiamo che diventi un uomo allegro, deciso, giusto ma senza remore. Come dire? Pericoloso.

Intanto, però, si batte con coraggio contro chi vuole eliminarlo dalla faccia della terra insieme alla sua amata, due amici ed un cagnone simpaticissimo (se sta dalla tua parte.Come il suo padrone, del resto), godendo solo dell’aiuto esoterico di un pugnale, un ciondolo e le rare apparizioni della madre defunta che lo conforta e sostiene moralmente.

L’aspetto metafisico, secondo me, è il meno azzeccato di questo godibile romanzo perché gli interventi del fantasma materno sembrano forzati, il linguaggio è retorico, un po’ farraginoso e penso che si sarebbero potuti evitare senza creare sbilanciamenti al racconto. D’altronde ci rendiamo conto che la magia è un po’ la firma dell’autore e dona al libro un’atmosfera particolare, perciò possiamo augurarci che – in futuro – le “visioni” saranno maggiormente allineate allo spirito del romanzo, che immaginiamo  scattante e ironico come i precedenti.

Ma questa è la critica di un’anima alla ricerca del “male” a tutti i costi (e come potrebbe essere altrimenti in una lettrice di thriller, noir, gialli e quant’altro?), mentre al lettore meno “puntuto” della sottoscritta non si può che consigliare questa lettura divertente, intelligente, avventurosa e piena di colpi di scena. Godetevela!

Editore: Graus Editore
Anno: 2019