Gialli Storici

1794 di Niklass Natt Ock Dag, Anno 2020

Nov 09, 2020 Barbara Monteverdi
Trama 100
Suspense 100
Scrittura 100
100
Il nostro voto 100

L’ANIMA BRUCIA NEL GELIDO INFERNO DI STOCCOLMA

Fosco, turgido e terribile è il seguito di 1793 e le emozioni che evoca sono addirittura superiori al suo fratello maggiore.

Su al castello si vedono strane luci alle finestre: apparizioni dall’Aldilà, sostengono alcuni, soltanto fiamme dietro i vetri colorati, dicono altri. I paggi spettegolano: il barone è spaventato, anche se passa le sue giornate a oziare con i cortigiani, ornati come pavoni. In mancanza di meglio parla con i morti, organizza ogni sera sedute spiritiche. Esperti di magnetismo, spiritisti, chiaroveggenti: sono tutti benvenuti al castello quando cala la notte.

Chi è, in realtà, l’ultimo  discendente dei Tre Rosor? Davvero i suoi momenti bui in cui cade in una sorta di violento delirio, sono così incontrollabili? E chi sono le persone che gli girano attorno?

Tra pazzia, isole caraibiche, schiavismo, viaggi via mare da e per la Svezia e tanti misteri, ritroviamo una vecchia conoscenza – lo sbirro Mikel Cardell – ormai ridotto alla totale indigenza ma obbligato dalla sorte a risolvere un altro efferato delitto.

Questa volta è solo: l’amico Winge, magistrato acuto e uomo infelice e sfortunato, è sepolto fianco a fianco dell’ultima vittima di cui hanno scoperto insieme identità e assassino, ma Cardell sembra spinto in questa nuova indagine dalla mano sicura e protettiva del compagno scomparso.

Ma le sorprese non finiscono qui: il romanzo racchiude un altro racconto parallelo, ma coincidente col primo. Si riaffaccia la figura della giovane Anna Stina, l’infelice ragazza che avevamo lasciata incinta e rasserenata dall’intervento “angelico” di Cardell nel libro precedente. E siccome le cose non vanno mai lisce come vorremmo, Anna è di nuovo in grosse ambasce ed è costretta a rivolgersi ancora al suo protettore per farsi dare una mano. La prova che l’aspetta è da brividi, naturalmente.

Un topo arriva dalla cantina, attratto dal rumore e dal suo profumo, Anna Stina lancia un urlo quando avverte il muso contro la punta delle dita. L’urlo è sufficiente per spaventarlo e metterlo in fuga, ma lei conosce i fratelli grigi e sa che la dilazione è solo momentanea. E’ calda e florida, completamente diversa dalle botti di carne salata e secca o dalle rape marce. Presto il sorcio tornerà, prima da solo per avidità, ma di lì a poco in compagnia di altri che hanno annusato il suo segreto. Le braccia che ha allungato davanti a sé nel buco sono la sua unica difesa: se lascia che una scivoli via il suo viso rimarrà scoperto, alla mercé di denti e artigli.

Stoccolma, purulenta e avvolta nel fetore della miseria sembra voler inghiottire tutti i suoi figli derelitti, ma c’è un fuoco, una luce di giustizia, speranza ed altruismo che brucia nel cuore di Mikel e che pare poter confortare il lettore, sempre più sgomento di fronte a tanta miseria morale e materiale. Purtroppo, però, la vita spesso come il fuoco brucia ideali e buone intenzioni, lasciando solo cenere tra le mani.

Libro bellissimo, davvero ricco di significati ed immagini potenti, scritto con l’usuale maestria ed impostato in maniera perfetta. C’è tutto: Storia, psicologia, delitti, alcuni personaggi davvero indimenticabili e tanto, immenso, incommensurabile dolore.

La nostra recensione di: 1793

Traduzione: Gabriella Diverio, Barbara Fagnoni, Stefania Forlani

Editore: Einaudi
Anno: 2020