Gialli Contemporanei

La difesa del bufalo di Carlo Barbieri, Anno 2017

Ott 02, 2017 Manuel Figliolini
Trama 90
Suspense 80
Scrittura 70
80
Il nostro voto 80

Gli avevano raccomandato di comportarsi normalmente, di ridiventare un palermitano a Palermo, badando a non dare nell’occhio. Era stato dolorosamente facile. Il suo arrivo aveva provocato un’ ondata di festeggiamenti da parte degli amici di una volta, e la sera prima avevano fatto il giro dei pub di via Candelai e via dell’Orologio, dove i musulmani del gruppetto ordinavano bevande analcolichee gli altri si riempivano di alcool. La mattina tardi erano stati a fare il bagno a Mondello. All’inizio Karim era rimasto nauseato da quell’esibizione di nuditá a cui era disabituato, e non capiva come i musulmani del gruppo non si rendessero conto dell’oscenitá di tutta quella carne femminile esposta agli occhi dei maschi.

Palermo, estate. La città si prepara al Festino, la festa annuale per la Santa patrona. Ma non sarà un anno come gli altri. Secondo i servizi segreti è in preparazione un attentato di matrice islamica. Pochi ne sono a conoscenza, tra questi il commissario Francesco Mancuso, la cui vita viene completamente sconvolta. Lavorando su un caso a Ballarò, Mancuso diventa il protagonista di una vicenda che diventa una partita a due.

Carlo Barbieri è una firma presentissima ne La Bottega del Giallo, di lui abbiamo recensito tutti i romanzi con protagonista il commissario Mancuso. Ed è la prima volta che ci mette in serie difficoltà. A differenza dei precedenti romanzi, in questo c’è un cambio di stile, i dialoghi sono i protagonisti della storia, le descrizioni e la narrativa vengono in secondo piano in questo giallo dai forti tratti psicologici. Barbieri parla di un tema attuale: i foreign fighters. Terroristi cresciuti, a volte nati, negli stessi paesi dove l’ideologia impone loro atti terroristici. Degno di nota il risvolto psicologico e la tematica affrontata nel finale che purtroppo non vi posso accennare per non rischiare di spoilerarvi il romanzo.

La suspense è psicologica, Barbieri ci mette tutto sul tavolo, eroi ed anti-eroi, personaggi di primo e secondo piano. Lo scrittore regge tutto sui risvolti psicologici di tutti e anche la vita privata di Mancuso e Giusy (fidanzata del commissario) ne escono intrappolati.

Al quinto romanzo, con un protagonista collaudato, Barbieri tiene saldi dei punti fondamentali che lo collegano ai precedenti ma stravolge la costruzione, la scrittura è sempre ironicamente intelligente, tipica di Carlo. Vi consiglio di andare alle presentazioni per conoscerlo e ritroverete quell’ironia come carattere fondamentale della sua formazione.

Un punto sorprendente nel suo romanzo è l’assoluta mancanza di giudizio verso i terroristi. Lascia al lettore questo compito, che è libero di partire prevenuto o farsi travolgere dalle pagine del suo romanzo, dato che lo ha scritto in copertina che si parla di un foreign fighter a Palermo.

Conoscendo Barbieri sento di poter affermare che in questo romanzo la trama ha preso il sopravvento alla costruzione, ma che, chiudendo il libro, stupisce la messa in gioco dello scrittore. Uno scrittore che poteva continuare su un filone d’oro e che invece ha scelto di cercare e cercarsi.

Musica consigliata: Inno popolare a Sant’Agata, per l’aria di festa che cresce con le pagine del romanzo

Edizione: Dario Flaccovio Editore
Anno: 2017