LA GUERRA E’ FINITA, MA LA BATTAGLIA AL CRIMINE NON TERMINA MAI PER OPPENHEIMER
di BARBARA MONTEVERDI
Avevo lasciato il commissario Oppenheimer in una Berlino ancora gravemente ferita dalla recente guerra nel 1949 (Morte sotto le macerie), e lo ritrovo un anno dopo sempre con grande piacere. I noir storici di Gilbers sono veramente una gran bella lettura, scritti con accuratezza sia per quanto riguarda il periodo e il luogo dell’ambientazione che per l’approfondimento psicologico dei personaggi.
E se anche non si sono letti i volumi delle avventure precedenti di questo ebreo tedesco tutto d’un pezzo, la narrazione è così ben congegnata da non lasciare nessuna zona d’ombra e il lettore entra in sintonia con la storia con tutta naturalezza.
Siamo nel 1950 e a Berlino si respira aria di ricostruzione mentre le tensioni tra russi e americani cominciano a creare qualche disagio. Siamo ancora lontani dalla costruzione del Muro, ma una parete di incomunicabilità già comincia a elevarsi.
Oppenheimer si inoltrò fra la gente in fila e si avvicinò ai lampioni. Come ogni volta che metteva piede nel settore est era un po’ nervoso e tentava di tranquillizzarsi con il pensiero che tutto sarebbe filato liscio, a patto che non si facesse riconoscere come agente di polizia di Berlino Ovest. Aveva eseguito scrupolosamente i preparativi necessari a varcare il confine. Nel portafoglio non aveva valuta dell’Ovest, e distintivo e tesserino identificativo erano al sicuro nel cassetto chiuso a chiave del suo comodino. Era abbastanza raro che i passanti venissero controllati. La maggior parte dei berlinesi preferiva varcare il confine sulla Ringbahn, l’anello ferroviario, dove il rischio di un controllo a sorpresa era minimo.
Gli americani stanziati in città si dimostrano occhiuti e protervi come i loro storici avversari, ma sono forniti di beni di conforto e denaro e ci sono donne piuttosto disinibite che provvedono ad accompagnarsi momentaneamente a loro. Rita, vecchia conoscenza del commissario ed ex spogliarellista, si fa mantenere dal suo ufficiale statunitense e se la passa bene, ma è in ansia per la sparizione dell’amica Lotte e si rivolge a Oppenheimer per avere un aiuto.
Da qui comincia un’indagine complessa, come sempre accade al protagonista, in cui si riflettono disagi sociali e pure problemi personali, legati all’affido di un ragazzino che vive da qualche anno con la coppia Oppenheimer.
Quel che mi stupisce (assai favorevolmente) nei noir di Gilbers è la scioltezza della scrittura e la dinamicità della trama, cose non scontate nei libri di autori tedeschi solitamente più lenti e introversi. E questo suo stile non toglie nulla alla profondità dello sguardo di un autore attento all’animo umano e alla sua complessità, regalando al lettore una storia poliziesca appassionante e, al contempo, un romanzo storico perfetto.
Non mi dilungo oltre: di Gilbers ho già parlato in passato e rischio solo di ripetermi. Posso però ringraziare la casa editrice Emons per le sue pubblicazioni sempre accurate e originali e consigliare ai lettori il libro di questo autore e i suoi precedenti (in Italia ne sono stati pubblicati altri sette, tutti di ottimo livello e, almeno un paio già recensiti per La Bottega del Giallo). Non ne rimarrete delusi e vi farete anche una discreta cultura teutonica post-bellica. Il che, oggigiorno, non guasta affatto.
TRAMA
Berlino, 1950. Mentre la corsa agli armamenti nucleari si fa sempre più pericolosa, nel settore occidentale della città tedesca le merci sono tornate ad abbondare nei negozi e la vita sembra quasi riprendere il corso normale. Rita, un passato da spogliarellista, confida a Oppenheimer la sua ansia per l’amica Lotte. Entrambe hanno preso all’amo un americano e se la passano bene, ma ora Lotte è scomparsa. Rapita a scopo di ricatto? Oppure è in mano ai sovietici, visto che il suo amante è un ufficiale americano? Ma poco dopo il suo cadavere viene trovato in una lugubre messa in scena ispirata al martirio di un santo, e Oppenheimer comincia a indagare. Diversi fili portano al Luxor, il locale con pista da ballo frequentato dagli alleati. Nonostante l’aiuto di Eugene Peters, un afroamericano che vive a Berlino, il commissario e la sua assistente Murr non riescono a fare molti progressi. Poi scompare la moglie di un ufficiale americano e il caso giunge a una svolta drammatica… Ottavo volume della serie del Commissario Oppenheimer.
Traduzione: Angela Ricci
I delitti del Luxor
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