Gialli Classici

L’ospite invisibile di G. Bristow e B. Manning, Anno 1930

Mag 05, 2015 Manuel Figliolini
Trama 75
Suspence 90
Scrittura 75
80
Il nostro voto 80

“Sono trenta parole”, disse la telefonista. “Vuole rileggere il testo del telegramma?”, chiese la voce dall’altro capo del filo. La telefonista lesse: “Congratulazioni stop progettato ricevimento in suo onore giardino pensile palazzo Bienville sabato prossimo ore venti stop grande sorpresa stop mantenga segreto stop prometto ricevimento massima originalità stop il suo anfitrione”.

Questo è l’invito per la festa che trovate in questo bellissimo romanzo di Gwen Bristow e Bruce Manning. Otto persone dell’alta società di New Orleans vengono invitati ad una festa organizzata in loro onore da un anonimo anfitrione. Inizia il ricevimento ed inizia la sfida con un gioco perverso: in otto ore ucciderà tutti e otto gli invitati, uno per uno. Gli ospiti d’onore dovranno impedirglielo.

Una storia intelligente, dove si alternano abilità ed eleganza, dove le storie dei personaggi s’intrecciano grazie ad un comune passato. Bristow e Manning hanno saputo dare alla storia un ritmo accellerato che non lascia scampo al lettore, trasportato nel turbinio non riesce a far emergere la verità.

Un’ opera letteraria che fu anche una piéce teatrale di grande successo (The Ninth Guest) e poi un film. Secondo alcuni amanti dei polizieschi, quest’opera del 1930 è stata la principale fonte d’ispirazione di Agatha Christie per il fortunatissimo “Dieci piccoli Indiani”. Teoria rinforzata anche dal fatto che il libro della Christie, venne pubblicato 9 anni dopo.

Gli enigmi della camera chiusa sono sempre i più difficili da realizzare; tutto deve portarti agli omicidi che si susseguono, senza l’intralcio di un elemento esteriore. Questo pone un grosso limite all’autore. La capacità di Bristow e Manning è proprio questa: un organizzazione che riesce a non lasciare respiro all’esteriore e ti spingono in questo loro appartamento, senza sapere come si uscirà.

Reporter per due giornali diversi, novelli sposi dal 1929, nel 1930 crearono il loro primo libro scritto a 4 mani: l’ospite invisibile. Il successo editoriale, teatrale e cinematografico fu solo seguito da altri 3 romanzi difficilmente reperibili in italiano. Al loro 4° libro decisero di abbandonare la narrativa poliziesca.

Traduzione: Alberta Tedeschi
Edizione: polillo Editore
Anno: 2004